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Si allarga il gruppo di '"Agorà": altri 2 ex consiglieri aderiscono al progetto

Rocco Russo e Vincenzo Moccia si aggregano insieme a Antonietta Piccolo ed Antonio Tanzillo

L’associazione “Agorà”, a poco più di un mese dalla nascita, avvia la fase programmatica finalizzata alla definizione di un progetto politico-amministrativo che punti al definitivo rilancio di Orta di Atella.                                                                                                     

“Abbiamo trascorso le ultime settimane per dare forma e consistenza ad un’idea progettuale responsabile e articolata, che pone l’accento sui bisogni diffusi della Città” si legge in una nota del gruppo. “Vogliamo rappresentare un nuovo spirito dell’agire politico scevro da risentimenti personali, bassezze ed imboscate. Gli slogan intrisi di fumosa retorica non ci interessano, e allo stesso tempo siamo poco inclini al confronto su schemi autoreferenziali e poco inclusivi. Intendiamo definire una piattaforma politica partecipata, che sbocchi in un progetto politico-amministrativo responsabile e che passi attraverso un confronto schietto sulle priorità e sulle metodologie per dare soluzione alle spinose questioni che da anni tormentano la Città”.

Al già nutrito e qualificato gruppo di soci fondatori (Orsola Arena, Angelo Cervone, Eleonora Misso, Giuseppe Mozzillo, Nicola Mozzillo, Rosaria Puoti, Francesco Sangiovanni e Arturo Vislino) si sono affiancati negli ultimi giorni Antonietta Piccolo, Antonio Tanzillo e gli ex consiglieri comunali Vincenzo Moccia e Rocco Russo.

“E' indispensabile, in primo luogo, mettere in atto un meticoloso processo di riorganizzazione e riqualificazione della dotazione organica dell’Ente comunale, che si traduca in modello di amministrazione trasparente, partecipata ed a misura di cittadino” continuano i soci dell’associazione: “Orta di Atella, considerata anche l’attuale situazione economico-finanziaria, non può consentirsi l'affidamento di servizi all’esterno, come avvenuto negli ultimi tempi, poiché questo comporta un dispendio di ingenti risorse economiche che vengono sottratte al potenziamento delle prestazioni erogate a favore tanto di chi necessita di maggiore aiuto, quanto della popolazione nella sua totalità.    Inoltre, riteniamo che non si possa parlare di “PUC” circoscrivendolo ad un mero ragionamento sull’edilizia edificativa, ma bisogna considerare una pianificazione generale del territorio che tenga conto delle tematiche commerciali, ambientali, degli spazi comuni e degli interessi storico-artistico-religiosi.  Su questi argomenti pensiamo che sia essenziale un dibattito aperto e coordinato, in primo luogo con la popolazione e con tutti gli organi sovracomunali, che porti a soluzioni armoniche con l’assetto della Città e che rispondano alle istanze dei tanti cittadini che con grossi sacrifici hanno investito in questo territorio”.

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