Domenica, 16 Maggio 2021
Politica

Ex sindaco Cristiano ed ex capo dell'ufficio tecnico di Casal di Principe condannati nel processo 'Il Principe e la scheda ballerina'

Casal di Principe - L'ex sindaco Pdl del comune di Casal di Principe Cipriano Cristiano è stato condannato a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione camorristica, voto di scambio e riciclaggio del denaro. Il giudice Eduardo De...

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L'ex sindaco Pdl del comune di Casal di Principe Cipriano Cristiano è stato condannato a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione camorristica, voto di scambio e riciclaggio del denaro. Il giudice Eduardo De Gregorio, del tribunale di Napoli, ha emesso una sentenza a carico di 45 (29 condanne e 16 assoluzioni) imputati inseriti nell'ordinanza emessa il 6 dicembre del 2011 dal Giudice per le Indagini preliminari. Il processo, celebrato con rito abbreviato riguarda l'inchiesta denominata "Il Principe e la scheda ballerina" e riguardava il tentativo da parte del clan dei casalesi di riciclare denaro attraverso la costruzione del centro commerciale "Il Principe" (poi mai realizzato) e sui brogli elettorali avvenuti a Casal di Principe in occasione delle elezioni amministrative del 2010.
Tra i condannati figura inMario Cacciapuoti (due anni e otto mesi), ex capo dell'ufficio tecnico di Casal di Principe, accusato di corruzione in concorso con l'ex parlamentare del Pdl Nicola Cosentino; quest'ultimo, tuttavia, ha scelto il dibattimento, che è in corso davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Cacciapuoti, in particolare, è stato riconosciuto colpevole di avere offerto a Cosentino la concessione per la realizzazione del centro commerciale in cambio della sua permanenza a capo dell'ufficio tecnico, messa in discussione dallo stesso Cosentino. A fare da tramite tra i due furono Giovanni Lubello, genero del boss dei casalesi Francesco Bidognetti, e Cipriano Cristiano, ex sindaco di Casal di Principe, condannati rispettivamente a cinque e otto anni.
Condannato anche l'ex consigliere provinciale Sebastiano Ferraro (sei anni e otto mesi), mentre è stato assolto dall'accusa di riciclaggio Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco soprannominato "Sandokan".

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