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Congresso, DAnna (Pdl): 'Stop a ipocrisie e perdite di tempo'

Caserta - "Autorevolezza e organizzazione possono essere conseguite solo se si dà a tutti la possibilità di essere coinvolti nelle scelte del partito". Così l'on. Vincenzo D'Anna, parlamentare di Popolo e Territorio e componente della commissione...

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"Autorevolezza e organizzazione possono essere conseguite solo se si dà a tutti la possibilità di essere coinvolti nelle scelte del partito". Così l'on. Vincenzo D'Anna, parlamentare di Popolo e Territorio e componente della commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati in vista del prossimo congresso provinciale del Popolo delle libertà di Caserta, in programma sabato 29 settembre. L'ex dirigente regionale del movimento berlusconiano fa sapere di non avere alcuna intenzione di iscriversi a quella che lui chiama "una guerra tra bande". "Ho sempre invocato - ricorda - la convocazione del congresso provinciale. Vale a dire: la possibilità per tutti gli iscritti al Pdl di potersi scegliere la classe dirigente del partito". Celebrare un congresso, però, non significa, per D'Anna: "prefigurare l'esito del congresso stesso a meno che non ci si voglia perdere nei personalismi e nelle antinomie". "E peggio ancora - incalza il deputato - sarebbe celebrare un congresso che invece di discutere della fase critica in cui si trova il partito dal punto di vista organizzativo, delle ricadute della legge elettorale, della traballante intesa con l'Udc e della ormai paradossale situazione in cui versa la giunta provinciale, dei problemi e delle difficoltà che investono il mondo produttivo di Terra di lavoro, del rinnovo degli enti economici, si svolgesse su ben altre basi e intendimenti". "Ovvero - ammonisce il deputato di PT - il congresso non può e non deve essere celebrato con motivi di sottofondo che tutti conoscono e di cui nessuno parla. E cioè: se deve essere nominato assessore regionale il consigliere Polverino o la consigliere Nugnes; se deve essere confermato, o rinnovato, il quadro dei parlamentari uscenti; se deve essere taciuta, con una certa dose di ipocrisia, la posizione assunta dal presidente del Consiglio regionale Paolo Romano nei confronti dell'on. Nicola Cosentino ovvero della mai esaurita disputa tra il governatore Stefano Caldoro e Cosentino stesso". "Se il congresso sarà orientato a discutere dei problemi veri - ammette ancora l'on. D'Anna - , allora avrà un senso celebrarlo. Altrimenti sarà solo una perdita di tempo". In questa ottica appare del tutto ininfluente, per il parlamentare casertano sapere a priori "chi dovrà ricoprire la carica di coordinatore provinciale ed è altrettanto pleonastica la posizione pro o contro il coordinatore provinciale uscente, Pasquale Giuliano". Infine una battuta sull'unitarietà, "che si deve trovare alla fine del dibattito congressuale", perché - conclude il deputato: "l'unità va costruita sull'assonanza di idee riguardanti i programmi e le azioni da mettere in campo per il rilancio della più grande forza di centrodestra presente nella provincia di Caserta".

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