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Caso Pescopagano, Sel: percorsi di integrazione e coesione sociale

Castel Volturno - I fatti di Pescopagano hanno lasciato l'ennesima cicatrice su questo territorio. La gambizzazione di due immigrati subsahariani a scopo punitivo, la reazione rabbiosa e violenta della comunità, le "barricate" del giorno seguente...

I fatti di Pescopagano hanno lasciato l'ennesima cicatrice su questo territorio. La gambizzazione di due immigrati subsahariani a scopo punitivo, la reazione rabbiosa e violenta della comunità, le "barricate" del giorno seguente; tutto questo non può che lasciarci confusi e addolorati, ma ci addolora ancora di più l'eccessiva semplificazione di alcuni organi di stampa, la cecità di chi non ha voluto vedere le cause di tanta rabbia e la sordità di chi non vuole sentire gli stessi identici slogan urlati in lingue diverse, da una parte della barricata e dall'altra. Come Sinistra Ecologia Libertà sappiamo quanto sia doveroso analizzare il quadro della situazione senza cedere a paure o conclusioni affrettate. Siamo convinti di quanto sarebbe sbagliato, anche sul piano morale, epilogare l'accaduto schierandosi con una delle due parti, partendo dal presupposto che entrambe non dovrebbero neppure esistere perché il disagio, la sofferenza e il degrado in questo territorio non hanno colore, né nazionalità. Siamo stanchi di assistere a una guerra tra poveri.Quello che è accaduto pochi giorni fa deve interrogarci tutti, in modo perentorio e non più rinviabile, sulle cause di una violenza non imprevista per portare a Castel Volturno le condizioni necessarie per una convivenza imperniata sulla difesa del principio universale di rispetto tra gli uomini, anche e soprattutto tra culture differenti. Per Sel Castel Volturno il primo aspetto da affrontare è quello ambientale. Il degrado diffuso in cui versa il territorio richiede un intervento dal livello nazionale. Lo Stato deve intervenire con aiuti concreti. Ascoltare alcuni politici nazionali parlare delle nostre problematiche mette in evidenza tutta l'ipocrisia di una preoccupazione che deriva dalla non conoscenza e che non osa mai varcare la soglia dello stato di sofferenza nel quale adulti e bambini sono costretti a vivere. Tutto questo, di riflesso, si traduce nella paura, che tra deboli si affronta scaricando il proprio malessere sul vicino ancora più debole.
Il circolo Sel chiede che le istituzioni nazionali e regionali affrontino questa emergenza, garantendo interventi di sostegno economico a Castel Volturno in quanto comune investito da problematiche che non possono essere affidate e risolte dal solo governo locale. Siamo contro la militarizzazione del territorio. Riteniamo, invece, sia arrivato il momento di cancellare una legge vergognosa e incivile come la Bossi-Fini, fondata sul rifiuto del "diverso". Una legge razzista che considera la sola presenza del migrante un reato. Bisogna sostituire questo approccio con norme nazionali rispettose della dignità umana, più che mai necessarie anche per far uscire le persone da una vita fantasma. Castel Volturno non ha bisogno dell'esercito, bensì di risorse economiche e investimenti mirati per potenziare i servizi e creare occupazione per i giovani e per le donne che abitano e vivono questo territorio per troppo tempo lasciato a se stesso.

Sel Castel Volturno proseguirà il cammino intrapreso e attiverà tutte le possibili strade per avviare un'integrazione concreta tra le diverse etnie presenti nella comunità. Non rinunceremo al nostro ruolo politico e istituzionale a sostegno del sindaco Dimitri Russo, ma rafforzeremo il lavoro sul territorio, puntando a costruire nuovi percorsi di solidarietà e di integrazione, nell'ottica di una rinnovata politica di potenziamento della coesione sociale.Sinistra Ecologia Libertà è impegnata, anche a livello provinciale e regionale, affinché restino accesi i riflettori su Castel Volturno. «Quello che accade nella città domitia - afferma Gianni Cerchia, coordinatore provinciale Sel - è l'esasperazione di un dramma che, con toni e gradi diversi, sta toccando larga parte del Mezzogiorno, in cui il degrado ambientale, la mancanza di lavoro, la non osservanza dei diritti sociali garantiti dalla Carta, una presenza criminale pervasiva e la netta percezione di abbandono da parte dello Stato ostacolano chi si batte per lo sviluppo e per le politiche di solidarietà».
L'attenzione del partito è, peraltro, testimoniata dall'arrivo a Castel Volturno, oggi pomeriggio, dell'onorevole Arturo Scotto, capogruppo Sel alla Camera dei deputati, proprio nell'ottica di fare di quel territorio un laboratorio che possa segnare un'inversione di tendenza per il Sud e quindi per l'intero Paese.

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