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Incendio rifiuti inceneritore, Lettieri: 'Gli acerrani meritano rispetto'

Acerra - In riferimento all'incendio dei rifiuti scoppiato ieri sera alla piazzola numero 2, antistante l'inceneritore, occupata con decreto del presidente della provincia di Napoli con apposita ordinanza nel giugno del 2011, il sindaco di Acerra...

In riferimento all'incendio dei rifiuti scoppiato ieri sera alla piazzola numero 2, antistante l'inceneritore, occupata con decreto del presidente della provincia di Napoli con apposita ordinanza nel giugno del 2011, il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri, rientrato in città prima del previsto a causa dell'emergenza, dichiara: «Allo stato attuale l'incendio è sotto controllo, sono intervenuti sin dalle prime ore i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile a lavoro da ieri notte, sul posto anche Polizia e Carabinieri insieme all'assessore all'igiene urbana del Comune di Acerra Vincenzo Angelico, che ho raggiunto per verificare lo stato delle cose. Per noi è impensabile che un sito, in fase di svuotamento, che contiene ecoballe, dal quale il Comune molte volte ha chiesto alla Provincia la rimozione del contenuto, possa essere oggetto, più volte durante l'anno, di incendi scoppiati e propagatasi in questo modo; è anche impensabile che per velocizzare le operazioni di spegnimento dell'incendio non basti l'impianto anticendio autonomo presente ma debbano essere utilizzate auto-cisterne dei vigili del fuoco, già tanto impegnati in questi giorni a spegnere altri roghi». «Un luogo così vasto - precisa ancora il sindaco - con un contenuto così pericoloso, dovrebbe essere dotato di un migliore sistema anticendio autonomo, dovrebbero esserci dei sistemi più efficienti e degli uomini preposti ad evitare emergenze come quella che stiamo vivendo. Abbiamo riscontrato che così non è, e per questo è stato necessario l'intervento delle squadre dei vigili del fuoco. Inoltre, in attesa dell'esito delle indagini che accertino le responsabilità, ci chiediamo perché non venga adeguato il sistema di sorveglianza di tutta l'area. Evidentemente, non è sufficiente l'attuale configurazione, serve più sicurezza, servono apparati e uomini che possano rilevare ogni minimo movimento nell'ambiente».
«Ci preoccupa anche - continua il primo cittadino Lettieri - che il Comune di Acerra, sul cui territorio è presente l'impianto di incenerimento dei rifiuti, ente che rimane impegnato a promuovere un fronte comune contro i roghi di rifiuti, tanto da ottenere la convocazione dalla Prefettura di un tavolo di lavoro nei prossimi giorni, e che è interessato a sostenere sul proprio territorio comunale buone pratiche di raccolta differenziata ad altissimo livello, debba poi subire sulla pelle dei propri cittadini le conseguenze di un tale scempio dopo aver più e più volte chiesto l'impegno di tutti gli enti coinvolti in questa emergenza per la liberazione dai rifiuti della piazzola stessa».
«Il Comune e l'Amministrazione comunale non intendono più sottostare ad una logica di servilismo istituzionale - conclude il sindaco Raffaele Lettieri -, la dignità dei cittadini di Acerra e, soprattutto la loro salute, meritano rispetto da parte di tutte le istituzioni sovracomunali che fino ad ora sono rimaste sorde rispetto alle continue e ripetute richieste, a fronte dell'alto senso civico dimostrato da ultimo con l'ottima raccolta differenziata posta in essere, di avere maggiore tutela, considerazione e di attuare finalmente lo svuotamento delle piazzole dai rifiuti oltre alle bonifiche già più volte promesse».

Si ricorda inoltre, che la piazzola n. 2, antistante l'inceneritore, è stata occupata con decreto del presidente della provincia di Napoli con apposita ordinanza nel giugno del 2011. A fronte di tale atto autorizzativo emesso in deroga a tutte le normative nazionali in materia di tutela ambientale il Comune si costituiva in giudizio per far valere il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini di Acerra.
Si rammenta anche che le piazzole antistanti l'inceneritore non possono essere considerate pertinenze del termovalorizzatore come stabilito da apposita sentenza del Consiglio di Stato e quindi richiedevano tra l'altro, per poter essere occupate dai rifiuti, una preventiva valutazione di impatto ambientale, adempimento che poteva essere superato solo in fase di regime emergenziale cessato per legge al 31/12/2012.

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