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Arriva il cloratore automatico sul serbatoio di Casafredda

Pietramelara - L'Amministrazione comunale informa che è finalmente operativo il cloratore automatico installato sulla condotta di adduzione al servizio del serbatoio di Casafredda, che serve le frazioni di Casafredda, Furnolo, Gloriani e Tuoro...

L'Amministrazione comunale informa che è finalmente operativo il cloratore automatico installato sulla condotta di adduzione al servizio del serbatoio di Casafredda, che serve le frazioni di Casafredda, Furnolo, Gloriani e Tuoro, adducendo le acque delle sorgenti di Tavola e Garofali.D'ora in poi, la clorazione dell'acqua pubblica nell'area indicata sarà quindi calibrata automaticamente sulla quantità di acqua erogata dalla sorgente, senza correre più il rischio di clorazione eccessiva lamentata dall'utenza fin dai tempi di installazione del serbatoio stesso.Tale importante e risolutivo intervento permetterà finalmente alle popolazioni servite di accedere agli stessi standard qualitativi delle acque erogate dagli altri pozzi comunali. L'impegno di spesa affrontato per l'intervento, di euro 4.337,10, è stato dieci volte superiore a quello necessario per l'installazione di un semplice cloratore per pozzi, in quanto si è reso necessario l'acquisto di un dispositivo dotato di un sofisticato misuratore della portata d'acqua che si interfacciasse con il cloratore stesso.
L'installazione si inscrive nell'ambito della più vasta campagna di ottimizzazione della qualità delle acque pubbliche lanciata dall'Amministrazione Comunale fin dal suo insediamento, che ha annoverato tra i suoi interventi, finora, anche la riattivazione dei pozzi in località S. Reparata chiusi per eccessiva presenza di arsenico e l'introduzione della prassi (secondo legge) delle analisi chimico-fisico-battereologiche periodica delle acque distribuite su tutto il territorio comunale.Sempre in località Casafredda, inoltre, sono stati sostituiti 180 metri lineari di condotta in prossimità della S.P. 111 per Roccamonfina, bypassando la vecchia condotta che insisteva su cavità naturali, dove risultava difficile rilevare le ingenti perdite idriche presenti. Tale sostituzione ha consentito il recupero di ulteriori risorse idriche per caduta, garantendo un risparmio energetico correlato al minore sfruttamento dei pozzi attraverso le pompe.

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