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Attivita' venatoria sul Matese: approvato il regolamento

San Potito Sannitico - Dopo le concitate questioni che nei mesi scorsi hanno visto coinvolti numerosi cacciatori dell'alto casertano, l'Ente Parco Regionale del Matese ha approvato e pubblicato, sull'Albo Pretorio dell'Ente, il "Regolamento per...

Dopo le concitate questioni che nei mesi scorsi hanno visto coinvolti numerosi cacciatori dell'alto casertano, l'Ente Parco Regionale del Matese ha approvato e pubblicato, sull'Albo Pretorio dell'Ente, il "Regolamento per l'introduzione e il trasporto di armi e di qualsiasi mezzo distruttivo e/o di cattura della fauna nel territorio del Parco Regionale del Matese". Di seguito alle ripetute sollecitazioni dei cacciatori matesini, infatti, che per l'imminente riapertura della caccia hanno richiesto l'autorizzazione ad attraversare il territorio protetto per poter raggiungere le aree dove è permessa l'attività venatoria, il presidente Umberto De Nicola ha ritenuto opportuno regolamentarne la concessione.

Un iter procedurale cominciato lo scorso 11 gennaio, quando cioè si è discusso della spigolosa questione durante la riunione della Comunità del Parco, dibattito durante il quale si sono ritenute legittime le aspettative dei cittadini interessati e da qui la scelta di redigere un regolamento ad hoc.
Precise le norme da rispettare, pena la sanzione stabilite dall'art. 30 della L. 394/91, dalla L:R: 33/92 e dalle sanzioni penali e amministrative previste dagli art. 30,31 e 32 della L.157/92. Un provvedimento che permette di trasportare armi attraverso il percorso più breve per raggiungere le aree dove la caccia è concessa, esclusivamente lungo le strade statali, provinciali e comunali che insistono sull'area protetta. Il tutto previa richiesta da consegnare all'Ente almeno 15 giorni prima del periodo venatorio di utilizzo, corrispondendo una quota per le spese di istruttoria tecnico amministrativa pari a 20 euro per residenti e dimoranti e 40 euro per non residenti e non dimoranti. Mentre, gli introiti delle eventuali sanzioni amministrative verranno accumulati in un apposito capitolo del bilancio di previsione della spesa per poi essere utilizzati per la tutela del patrimonio naturale e per altre attività ad esso connesse.

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