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La rivoluzione di Renzi: 'Tocca a noi realizzare i sogni di chi ci ha votato' [video]

(Firenze) Al teatro Obihall a Firenze, si scatena la festa dei sostenitori di Matteo Renzi per la vittoria alle primarie a segretario."Grazia a Gianni Pittella, che ha combattuto una bella battaglia. Un grazie a Pippo Civati, chi lo avrebbe mai...

(Firenze) Al teatro Obihall a Firenze, si scatena la festa dei sostenitori di Matteo Renzi per la vittoria alle primarie a segretario."Grazia a Gianni Pittella, che ha combattuto una bella battaglia. Un grazie a Pippo Civati, chi lo avrebbe mai detto tre anni fa che la Leopolda avrebbe avuto la maggioranza nel PD. Un grazie speciale a Gianni Cuperlo, a cui vorrei che dedicassimo non soltanto un applauso. Se c'è una persona nel PD con cui vorrei dialogare e discutere anche non essendo d'accordo quella è Gianni Cuperlo, una persona dalla quale c'è da imparare". Così il neo segretario del PD Matteo Renzi, nel suo intervento dopo i risultati delle primarie ha ringraziato tutti.
"E grazie anche alla mia famiglia, ai miei figli, non vorrei fare una americanata - ha proseguito ironicamente - ma grazie ad Agnese che mi ha supportato. Grazie anche al mio staff, sono fortunato ad avervi in campo, dai militanti che lo fanno per passione ai neoparlamentari, dal comitato che ha azzeccato tutti i dati. Fare politica è anche condividere la bellezza delle passioni. Grazie ai cittadini che oggi hanno dato un segnale che definire commovente è poco.
La scorsa settimana alcune centinaia di persone hanno partecipato al vaffaday, oggi qualche milione di italiani vincendo lo stesso disgusto di quei cittadini è andato ai seggi fidandosi di noi. Per fidarsi ci vuole coraggio, come fa un bambino, bisogna avere dentro un grande amore per fidarsi, passione, partecipazione coinvolgimento. Io sono tenace e determinato, se mi avete dato la fascia di capitano di questa squadra, non farò passare giorno senza lottare su ogni pallone. Sono orgoglioso di voi, per ogni volantino, e per ogni chilometro fatto per la campagna elettorale, per la gioia e l'entusiasmo di quando si organizza un evento.
Conosco i sorrisi e le lacrime di chi ci lascia il cuore, si può anche piangere in politica. Oggi pensiamo a tutti quelli che stanno soffrendo nelle carceri, a chi soffre la crisi del fallimento per la crisi economica. Avendo vinto abbiamo consapevolezza che il più grande orgoglio è quello di saper vincere.
La vittoria più bella è quella di chi cade e si rialza. Quindi da oggi non ci sono più alibi per nessuno, non ci sono più scuse, non possiamo più aspettare per il cambiamento. Gli elettori, ci hanno dato l'idea che si può ancora credere che non siamo tutti uguali.
Ora tocca a noi, che andavamo alle medie quando è caduto il muro di Berlino, che abbiamo scelto giurisprudenza dopo le stragi di mafia nel nostro Paese, tocca a noi che abbiamo conosciuto l'euro e non l'Europa. Noi siamo quelli cresciuti in un mondo dove ci hanno detto che fare politica è una parolaccia. Ebbene noi coinvolgeremo le persone più anziane, ma solo per avere dei consigli.
Abbiamo dei ricercatori saggi, degli studiosi curiosi ma abbiamo la peggiore classe dirigente che c'è mai stata. Vincere è una parola fascista, mi hanno detto una volta, invece rifiutare la logica della vittoria?
Si deve andare avanti sulla strada del cambiamento. Se abbiamo avuto questi voti li abbiamo avuti per scardinare il sistema, non per scambiare dirigenti con altri dirigenti. La prima corrente da rottamare sarà la corrente dei renziani che già da stasera è sciolta. Perché sui può essere di sinistra anche pensando che la parola merito non è una parolaccia. Per battere la povertà non serve fare manifestazioni serve cambiare l'economia.
Questa non è la fine della sinistra è la fine di un gruppo dirigente della sinistra. Stiamo cambiando giocatori, non stiamo cambiando campo. Stiamo cambiando i giocatori che tante belle sfide e partite hanno vinto. Ma ora è arrivato il momento di scrivere la nostra storia. "Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo", come ha detto Nelson Mandela".

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