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Violenza sessuale e calunnia, magistrato assolto dopo il processo

Il sostituto alla procura generale di Napoli era stato rinviato a giudizio con le accuse di concussione per costrizione, violenza sessuale e calunnia

Il magistrato D.C., sostituto alla procura generale di Napoli, è stato rinviato a giudizio con le accuse di concussione per costrizione, violenza sessuale e calunnia. Lo ha deciso oggi il gup del Tribunale di Roma Maria Agrimi. Secondo l'accusa, D.C., all'epoca dei fatti pubblico ministero alla procura di Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta), abusando del suo potere avrebbe costretto R.G., moglie di un imprenditore che era il principale imputato di una inchiesta per fallimento di cui il magistrato era titolare, a rapporti sessuali prospettando una serie di benefici quando avrebbe chiesto la condanna. Inizialmente la donna fu denunciata da D.C. per calunnia e diffamazione. Tale accusa fu però archiviata e sul banco degli imputati il prossimo giugno salirà il magistrato.

Aggiornamento 31 luglio 2020. 

Il dottor D. C. è stato assolto da tutte le accuse con la formula più ampia, "perché il fatto non sussiste". La sentenza del Tribunale di Roma del 20 ottobre 2016 è divenuta irrevocabile dopo la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione in data 14 gennaio 2020.

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