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Festival Impegno Civile: domani tappe a Casapesenna e ai Quartieri Spagnoli

Casapesenna - Le #storiePerBene di Antonio Cangiano e Angelo Riccardo, a partire dal racconto del giornalista Gigi di Fiore, e una riflessione aperta su quanto sta emergendo dalle dichiarazioni del pentito Antonio Iovine. Dalle 17,30...

Le #storiePerBene di Antonio Cangiano e Angelo Riccardo, a partire dal racconto del giornalista Gigi di Fiore, e una riflessione aperta su quanto sta emergendo dalle dichiarazioni del pentito Antonio Iovine. Dalle 17,30, nell'appartamento confiscato di Casapesenna una volta di Zagaria ed oggi sede di Legambiente e Libera, l'incontro promosso nell'ambito del Festival dell'Impegno Civile - Le terre di Don Peppe Diana. L'ex vicesindaco di Casapesenna, Cangiano, venne gambizzato in un vile attentato per la sua battaglia contro la camorra. Morto nel 2009 dopo 21 anni di sofferenze per le conseguenze di quei proiettili che lo colpirono alle gambe il 4 ottobre del 1988, Antonio Cangiano è oggi uno dei simboli di un territorio che non si arrende alla violenza criminale. La sua figura, come quella di Angelo Riccardo, un ragazzo di 21 anni, ucciso a San Cipriano d'Aversa da tre proiettili al volto, mentre si stava recando in auto a una funzione religiosa, vittima di uno scambio di persona, saranno ricordate a partire dal libro "L'Impero, Traffici, Storie e Segreti dell'occulta e potente Mafia del Casalesi", del giornalista Gigi Di Fiore. Con l'autore, i responsabili delle associazioni che gestiscono il bene, Nicola Diana (Legambiente Casapesenna) e Pasquale Cirillo (Libera, presidio di Casapesenna), e Mauro Baldascino del Comitato Don Peppe Diana che con Libera coordinamento provinciale di Caserta promuove il Festival «Quelle di Antonio Cangiano e Angelo Riccardo sono due Storie PerBene, storie che, con le altre che stiamo incontrando, devono essere le radici per il riscatto dei nostri territori» affermano i promotori dell'iniziativa «E' una memoria che non vuole essere commemorazione ma strumento per fare la storia del presente. Al centro dell'incontro ci sarà anche quanto sta emergendo dalle dichiarazioni di Iovine perché oggi, da un bene confiscato un tempo appartenuto ad uno dei più spietati boss dei clan che hanno violentato i nostri territori, può svilupparsi una riflessione critica utile a determinare percorsi nuovi, a costruire le Terre di Don Peppe Diana». Spunti che saranno sviluppati anche nella seconda tappa del Festival in programma sempre domani, a Napoli, alla Casarella di Fiammetta, appartamento confiscato in via Santa Teresella nei Quartieri Spagnoli gestito dall'Agesci. Qui, a partire dalle 18,00, una tavola rotonda tra tanti protagonisti della lotta quotidiana al malaffare. Poi spazio alla degustazione dei prodotti coltivati sui terreni coltivati fino alla visione del film di PIF "La mafia uccide solo d'estate". «L'esperienza della Casarella è, nella sua semplicità straordinaria» affermano ancora i promotori del Festival «pure in un contesto complesso, si è dimostrato, negli anni, che si può ricercare la normalità, che si possono determinare, con l'impegno di tanti volontari percorsi virtuosi che hanno ricadute positive su un intero quartiere. Dal terrazzino della Casarella di Fiammetta i tetti di Napoli si vedono da un orizzonte di libertà».

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