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Caso Pasqualino Porfidia: inquirenti concentrano le ricerche nei cunicoli sotterranei. La mamma di Pasqualino: Datemi un tomba su cui piangere

Marcianise - La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha riaperto il caso relativo alla scomparsa di Pasqualino Porfidia, il bambino di Marcianise di cui si è persa ogni traccia il 7 maggio del 1990, quando aveva 8 anni e mezzo (oggi ne avrebbe 32)...

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha riaperto il caso relativo alla scomparsa di Pasqualino Porfidia, il bambino di Marcianise di cui si è persa ogni traccia il 7 maggio del 1990, quando aveva 8 anni e mezzo (oggi ne avrebbe 32). Il piccolo fu visto l'ultima volta intorno alle 11.30 nel quartiere di San Giuliano, dove viveva con la famiglia, mentre era seduto su una panchina. Gli inquirenti, sulla base di nuovi e rilevantissimi elementi sono decisi a chiudere il caso grazie anche alle nuove tecnologie scientifiche di indagine.Il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere cui si è rivolta la Procura, ha ritenuto fondati gli elementi contenuti nell'istanza depositata il 7 marzo scorso dai familiari di Pasqualino; dopo venti giorni dalla presentazione della richiesta, infatti, gli inquirenti hanno voluto ascoltare la madre, la sorella e il fratello dello scomparso. I carabinieri, delegati alle indagini, cercheranno in particolare le ultime tracce del bambino nel sottosuolo.
In particolare c'è una traccia che gli inquirenti stanno seguendo con determinazione che porterebbe a concentrare le ricerche in alcuni cunicoli sotterranei che dal quartiere di Puzzaniello si snodano nel sottosuolo marcianisano fino ad arrivare addirittura in Piazza Carità, nei pressi della Chiesa dell'Annunziata. Inoltre saranno risentiti gli amichetti di allora di Pasqualino concentrandosi sul filone investigativo che porta a Milano. A Marzo, infatti, nel capoluogo lombardo si è consumato il suicidio di un uomo sulla trentina, originario di Marcianise, che in una lettera scritta prima di uccidersi avrebbe raccontato di aver subito numerosi abusi quand'era bambino e risiedeva a Marcianise. Si ritiene che nella lettera siano rivelati elementi fondamentali che hanno convinto la Procura a riaprire il caso."La Procura - ha spiegato l'avvocato Salvatore Gionti, che assiste la famiglia dello scomparso - è stata molto celere nel comprendere che c'erano elementi importanti per riaprire il caso. Dopo due archiviazioni e tante parole e illazioni è arrivato il momento di scrivere la verità su quanto accaduto a Pasqualino; ci sono molti interrogativi da chiarire - prosegue il legale - come quello relativo alla presenza di piccoli tunnel che partono proprio dalla zona di san Giuliano in cui risiedeva Pasqualino con la famiglia; lì non si è mai andato a vedere ma oggi, con i geo-radar, è possibile eseguire controlli accurati. E' poi necessario risentire gli amici di Pasqualino, che gi sono maggiorenni e potrebbero avere una diversa sensibilità. Bisogna chiarire, inoltre, il ruolo di alcune persone che abitavano nelle vicinanza della famiglia e che in quei giorni si comportarono in maniera piuttosto strana, non partecipando per esempio alla continue ricerche. Nell'istanza comunque la famiglia - che si è rivolta all'Unità Prevenzione Rischio Criminologico guidata dalla criminologa Immacolata Giuliani - non ha mai parlato di pedofilia, e la stessa decisione di riaprire il caso ha tenuto conto solo degli elementi da noi forniti". La Giuliani si è già occupata dei seguenti casi: scomparsa Roberta Ragusa; scomparsa Rina Pennetti; caso Palmina Martinelli; omicidio Antonio Barbatelli; omicidio Marcello Lonzi; fidanzatini di Policoro e altri.

Più volte però negli anni sulla vicenda si è affacciato l'incubo del giro di pedofili in cui sarebbe finito Pasqualino. Nel 2000 "Chi l'ha visto?" intervistò un cugino, suo coetaneo, che riferì come nella sala giochi frequentata dal gruppo di bambini venisse spesso un adulto, di circa trentatré anni, che cercava di vendere riviste pornografiche ai piccoli frequentatori della bisca. Il ragazzo però raccontò di non ricordare di aver visto Pasqualino uscire dal locale con quest'uomo. Alcuni giornali pornografici furono anche ritrovati in una cassetta degli attrezzi presso la stazione di Marcianise, che i bambini usavano come punto di ritrovo del gruppo. La pista però non ha mai trovato conferme. Due macchine sospette sarebbero state notate vicino casa di Pasqualino nei giorni che hanno preceduto la sua scomparsa. Si tratterebbe di una Lancia Beta bianca e un Alfa Sud grigio-metallizzato. Inoltre i bambini avrebbero raccontato dell'inquietante presenza di un uomo che, più di una volta, avrebbe distribuito banconote da mille lire ai bambini, vicino alla sala giochi che frequentavano.
La madre del piccolo, inoltre, ha tirato più volte in ballo uno dei parroci del paese, Don Carlo, dicendosi sicura che il prete sapesse qualcosa ma avesse deciso di non parlare o per paura o per gli obblighi derivanti dal segreto confessionale. Lo stesso prelato però, che oggi è in pensione e vive a San Cipriano d'Aversa, ha smentito. Decisive, inoltre, per la presentazione dell'istanza, sono state le consulenze psicologiche fornite alla mamma e alla sorella di Pasqualino dall'associazione 'Noi Voci di Donne'; durante le sedute di ascolto sono emersi gli elementi poi confluiti nella richiesta. In una recente video intervista rilasciata a "Il Mattino", la mamma di Pasqualino, Rosa Lasco, 59 anni, ha sfogliato le foto e accarezzato gli abiti del suo bambino. La donna ha conservato tutto come se il figlioletto fosse scomparso ieri: dal grembiule blu della scuola ai giocattoli. Intanto si è trasferita con la famiglia nel rione De Santis a Marcianise nella case assegnate dal Comune. Ora Rosa attende solo una "tomba su cui piangere".

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