Cuperlo chiama il deputato del Pd Chaouki: 'Solidarieta' e vicinanza' [video]

(Lampedusa) "Ho telefonato nel pomeriggio a Khalid Chaouki, il nostro deputato che ha deciso di rimanere nel centro di accoglienza per emigrati di Lampedusa. Gli ho espresso la solidarietà e la vicinanza di tutto il Pd. Il suo gesto, che io...

 

(Lampedusa) "Ho telefonato nel pomeriggio a Khalid Chaouki, il nostro deputato che ha deciso di rimanere nel centro di accoglienza per emigrati di Lampedusa. Gli ho espresso la solidarietà e la vicinanza di tutto il Pd. Il suo gesto, che io considero un gesto certo estremo, ma di grande responsabilità civile, è l'ennesimo tentativo di dire all'opinione pubblica che l'esperienza dei Cie è una esperienza da chiudere. Siamo di fronte al fallimento di leggi come la Bossi-Fini che vanno assolutamente superate perché sbagliate e non utili a governare un fenomeno come quello dell'immigrazione.
Il governo deve assumere al più presto l'iniziativa per portare in Parlamento una nuova legge di civiltà".
Lo ha dichiarato dichiara Gianni Cuperlo, presidente dell'Assemblea nazionale del Pd, a proposito dell'iniziativa di Khalid Chaouki, il deputato del Pd che oggi ha deciso di barricarsi nel Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa, per protestare contro le condizioni in cui si trovano i migranti.
Anche Davide Faraone, responsabile welfare e scuola della segreteria nazionale del Pd, ha manifestato solidarietà a Chaouki scrivendo su twitter: "Il Pd e' con te. Centri come quelli di Lampedusa non possono essere tollerati. E li chiamano di accoglienza...".
L'iniziativa del parlamentare, resa nota attraverso il suo profilo Twitter, ha fatto seguito alle polemiche legate al video shock trasmesso dal Tg2, con i profughi denudati per essere sottoposto a un trattamento anti scabbia. Chaouki ha fatto sapere che non intende desistere dalla sua protesta fino a quando gli ospiti della struttura non saranno trasferiti.
L'altro giorno anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, aveva visitato il Centro di accoglienza incontrando alcuni profughi siriani scampati al naufragio del 3 ottobre scorso,trattenuti sull'isola perché testimoni dell'inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento, che avevano chiesto di essere liberati.

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