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Autoscuole, il grido di dolore: "Siamo sull'orlo del fallimento"

Nessun titolare ha ancora percepito il bonus di 600 euro e nessun dipendente ha beneficiato della cassa integrazione

L'emergenza coronavirus non risparmia proprio nessuno. Questa volta il grido di dolore arriva dal settore delle autoscuole. "L'attività è stata interrotta dai decreti del premier Conte dei mesi di marzo ed aprile pur non avendo mai provveduto a sospendere il relativo codice Ateco con la conseguenza diretta di lasciare aperte le autoscuole", ha spiegato Salvatore Ferraro, insegnante, istruttore e presidente del 'Consorzio Centro Guida'.

"In materia di patenti di guida il Governo da un lato ha sospeso l’attività del Ministero dei Trasporti per gli esami di idoneità prorogando la scadenza delle patenti a partire dal 31 gennaio 2020, dall’altro ha impedito all’utenza di recarsi presso le segreterie delle autoscuole che di fatto sono rimaste aperte fino a questo momento con conseguenti spese di gestione dell’attività - ha aggiunto Salvatore Ferraro - Questo modus operandi ha fatto sì che la categoria delle autoscuole, che nel casertano annovera circa 150 aziende con relativi dipendenti, avesse enormi difficoltà sia per la gestione degli uffici ma soprattutto per accedere ai vari benefici che il decreto 'Cura Italia' e non ultimo il bonus previsto dal presidente De Luca per le microimprese".

"Va inoltre tenuto conto che il nuovo decreto del premier Conte, valido dal 4 maggio, non risolve definitivamente la questione e la riapertura delle attività avverrà in una giungla burocratica, che senza un provvedimento ad hoc non porterà di certo benefici all’utenza e agli addetti ai lavori - ha sottolineato Salvatore Ferraro - Le scuole guida saranno ufficiosamente aperte al pubblico ma senza la possibilità di erogare i servizi al cittadino. Infatti l’ordinanza ministeriale preclude la possibilità di formazione teorica e pratica in sede e di esami connessi alla preparazione presso le Umc di competenza. Dagli inizi di marzo sono ferme tutte le iscrizioni e i corsi. C’è mancanza di liquidità, ed i titolari stanno pagando regolarmente le spese legate ad utenze, stipendi e contributi, bolli, assicurazioni, affitti di locali e box auto. Molti titolari sono sull’orlo del fallimento, anche perché da gennaio viene applicata l’Iva al 22% alle patenti di categoria B. D’altronde nessun titolare ha ancora percepito il bonus di 600 euro, nessun dipendente ha beneficiato della cassa integrazione in deroga per non parlare del sostegno di banche e di uffici postali per la richiesta dei 25mila euro".

"L'appello dunque è rivolto alle istituzioni preposte affinchè si possa avere un aiuto concreto per sopravvivere e non distruggere un settore di 7000 unità che dà lavoro a 30mila persone in Italia tra insegnanti, istruttori e personale di segreteria", ha concluso il presidente del 'Consorzio Centro Guida'.

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