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I 'Salesiani' stipulano una convenzione con il Diet dell'Università Federico II

L'istituto diretto da don Antonio D'Angelo è l'unico a Caserta a partecipare ai seminari organizzati dal Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell'università napoletana

Don Antonio D'Angelo, direttore dell'Istituto Salesiano "Sacro Cuore di Maria"

L'Istituto Salesiano "Sacro Cuore di Maria" di Caserta stipula una convenzione con il Diet (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione) dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, al fine di integrare i contenuti dell'offerta formativa. In virtù di tale convenzione l'istituto introduce, nell’ambito degli indirizzi “Liceo Classico” e “Liceo Scientifico (tradizionale, sportivo)” del proprio piano dell’offerta formativa, una serie di attività seminariali, dedicate agli studenti del secondo biennio e del quinto anno, orientate alla “e-mobility”, alle “energie alternative” e ad argomenti culturali di carattere generale concernenti Scienza e Tecnica.

Nell’ambito dei suddetti seminari, saranno sviluppate tematiche specifiche relative alla mobilità sostenibile ed al trasporto elettrico con ogni tipo di vettore (auto, treno, barche, aerei, ecc.) ed in particolare con auto e moto elettriche, nonché tematiche specifiche relative agli apparati impiegati per la produzione, conversione e distribuzione dell’energia elettrica prodotta da fonte solare, eolica, mareomotrice, geotermica. Le attività seminariali saranno erogate, in modalità telematica (Dad), dai docenti del Dieti, individuati dal prof Santolo Meo, coordinatore del corso di studi in Ingegneria Elettrica. Inoltre, il corso di studi in Ingegneria Elettrica, laurea triennale, si impegna a riconoscere per ogni otto ore di attività seminariale, attestate tramite registro di presenza, un Credito Formativo Universitario (CFU), per un massimo di 3 CFU. Tali CFU, su richiesta dello studente, in caso di iscrizione al corso di laurea triennale in Ingegneria Elettrica, saranno riconosciuti nell’ambito delle “Ulteriori Conoscenze”, previste dal manifesto degli studi.

"Tecnologia e Libertà" è il titolo del seminario che si è tenuto martedì 11 maggio. "La tecnica moderna, nata con Bacone e Galileo, si presenta oggi con tutto il peso della sua onnipotenza, vuole solo se stessa e il proprio potenziamento - spiega don Antonio D'Angelo, direttore dell'Istituto Salesiano 'Sacro Cuore di Maria' (l'unica scuola casertana a partecipare all'iniziativa) - Secondo alcuni filosofi, la tecnica è l’incarnazione stessa della volontà di potenza dell’oltre-uomo (o superuomo) di Nietzsche. Per questo, spesso, risultano vani i tentativi di catturare la tecnica entro i limiti dell’etica. Infatti, gli interventi politici o morali, che chiedono alla tecnica di non fare ciò che è in suo potere fare, sono spesso paragonabili a “mansueti belati”, perché la tecnica persegue l’unica sua finalità che è quella di auto-potenziarsi all’infinito. In vista di questa finalità, la tecnica annulla le distinzioni classiche tra bene e male, facendo coincidere il bene con ciò che tecnicamente funziona e il male con ciò che tecnicamente non funziona, e riducendo sempre più l’uomo a uno strumento funzionale al perseguimento di tale obiettivo. La tecnica può essere criticata, smentita, contraddetta, ma non si ferma e non muore mai; un suo errore non solo non la distrugge, ma al contrario la potenzia. La tecnica, come sostiene qualcuno, non è divorata, ma divora i propri errori. Detto ciò, è altrettanto vero che la tecnica è una conquista e una risorsa per l’uomo".

"È evidente - aggiunge don Antonio - che il problema non è la tecnica, ma è l’uomo, perché è impreparato a vivere in un mondo dominato dalla tecnica! Infatti, l’oggetto tecnologico entra nella nostra vita prima di essere culturalmente preparati per usarlo. Ciò succede perché la tecnica è più veloce del pensiero e dei sentimenti umani, coglie l’uomo di sorpresa e non lo trova pronto per padroneggiarla. Siamo, dunque, di fronte a un capovolgimento del rapporto tra soggetto e oggetto, tra fine e mezzo. L’uomo rischia di non essere un soggetto libero, ma di diventare “oggetto e strumento” funzionale allo sviluppo della tecnica. Lo scenario che si apre, dunque, è impressionante e crea sgomento. In una situazione simile, tuttavia, bisogna evitare sia l’atteggiamento presuntuoso e prometeico di chi vuole sfidare gli dèi, sia l’atteggiamento di passiva rassegnazione di chi si ritiene perdente in partenza. C’è la via di mezzo di chi fa una scelta di campo e ipotizza delle vie percorribili. Io una scelta di campo la proporrei, ed è il campo dell’educazione, per preparare le nuove generazioni a vivere da persone libere in un contesto nuovo, segnato dall’onnipresenza delle tecnologie. Per questo accolgo con piacere l’iniziativa della Federico II, che si propone di sperimentare un confronto multidisciplinare su una tematica così importante come il rapporto tra le tecnologie e la libertà. L’auspicio è che la ricerca possa offrire agli educatori (genitori, insegnanti e animatori) delle linee educative che aiutino i ragazzi a sviluppare, in particolare in questo contesto, l’autonomia di giudizio e il senso critico. Grazie a tutti gli organizzatori dell’evento e buon prosieguo dei lavori", conclude il direttore dei Salesiani di Caserta

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