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Riapertura delle Superiori, il preside del 'Diaz' una furia: “Ci hanno lasciati soli”

Il duro commento di Luigi Suppa dopo l'ufficializzazione della data di rientro in classe: "Non è stato fatto nulla per rendere sicuro tutto ciò che sta intorno alle scuole, a cominciare dai trasporti"

"Siamo ormai nel mese di gennaio e l’apertura delle scuole è stata rinviata ulteriormente. Dall’inizio della pandemia ad oggi, tra ordinanze e decreti ministeriali, di cui si è perso ormai il conto, sono cambiati tante volte gli scenari. Nonostante ciò, noi dirigenti scolastici, con i pochi mezzi a disposizione, abbiamo messo in sicurezza le scuole e, già da luglio, abbiamo previsto le tre possibili situazioni emergenziali in caso di basso, medio o alto contagio, organizzando le tre rispettive azioni didattiche consequenziali: quella della didattica totalmente in presenza, quella della didattica mista integrata e quella della didattica totalmente a distanza". E' il duro commento del dirigente scolatico del Liceo Scientifico "Armando Diaz" di Caserta, Luigi Suppa, dopo l'ufficializzazione della data di rientro per gli studenti delle Superiori: il 1° febbraio.

"In questi lunghi e difficili mesi, però, proprio mentre noi abbiamo messo in sicurezza le scuole e pianificato tutte le possibili forme di didattica e di organizzazione, oltre alle tante promesse e ai continui proclami di natura demagogica, non è stato fatto nulla, o quasi nulla, per rendere sicuro tutto ciò che sta intorno alle scuole, a cominciare dai trasporti, per rendere possibile il rientro a scuola in sicurezza, evitando assembramenti - ha continuato il preside Suppa - Forse lo scorso anno l’improvvisa emergenza ha potuto creare disorientamento, ma adesso, dopo tutti questi mesi trascorsi a scuola per organizzare la ripresa senza avere quasi nessun aiuto, sembra assurdo essere arrivati al punto di tenere ancora chiuse le scuole per la totale assenza di coordinamento centrale e periferico. Si continua a sostenere che la scuola, i giovani, la cultura sono importanti e che, quindi, le scuole devono essere aperte ad ogni costo, niente di più giusto! ma cosa è stato fatto effettivamente per riaprirle? Praticamente nulla! E anche ora, nel mese di gennaio, nulla si sta facendo e, al di fuori dei soliti annunci demagogici e retorici, tutto è rimasto allo status quo".

"Che la scuola non sia mai stata effettivamente una priorità è stato ampiamente dimostrato dalle vicende degli ultimi anni - ha aggiunto Luigi Suppa - Al di là dei proclami populisti e propagandistici e delle promesse rimaste tali, di fatto la scuola è stata messa sempre agli ultimi posti. Basti considerare le strutture fatiscenti, la cronica carenza di organici, le classi numerose imposte anche quest'anno, nonostante la pandemia e la necessità del tanto declamato distanziamento nelle aule. Tanti errori fatti, quindi, come quello di non prevedere i vari scenari possibili e di non mettere dunque in atto, sulla base di un’unica normativa, tutte le azioni consequenziali costringendo, in tal modo, di volta in volta e all’ultimo momento, i dirigenti a modificare l’azione didattica e organizzativa con l’ansia e la confusione del caso: chiudiamo le scuole, apriamo le scuole, eroghiamo didattica integrata, anzi no, tutta a distanza, organizziamo ingressi scaglionati, apriamo anche la domenica magari ad agosto, prolunghiamo l’orario fino alle 20 e così via. La pazienza davvero è tanta e lo spirito di servizio ha indotto in molti casi dirigenti, docenti e personale scolastico tutto ad informare la propria giornata lavorativa alla nota espressione Tempori aptari decet; non ci resta, quindi, che continuare a navigare a vista nella speranza che quanto prima tutto torni alla tanto attesa e rassicurante normalità”, ha concluso il dirigente scolastico del Liceo Diaz.

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