La Fortini: "Da lunedì in classe 4 e 5 elementari". Le mamme 'pro Dad' chiedono rinvio

Per i rappresentanti dei genitori “riaprire sia le quarte che le quinte, significa riportare a regime i plessi con conseguenti assembramenti dei genitori e degli alunni stessi"

L'assessore regionale Lucia Fortini

La Regione Campania pian piano si avvia verso la riapertura delle scuole, ma questo preoccupa tanto le mamme “pro Dad” che si sono organizzate in gruppi ‘Facebook’ denominati ‘Tuteliamo i nostri figli’. Oggi manifestano “preoccupazione” per le parole dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Lucia Fortini, che ha prospettato il rientro in classe anche degli alunni della quarta e quinta elementare nei prossimi giorni (a partire da lunedì 25 gennaio).

“La scelta di andare a riaprire le scuole in questo momento non sembra una decisione prudente, i casi di contagio nelle scuole cominciano ad assumere contorni preoccupanti - affermano in una nota le rappresentanti territoriali, tra cui anche le casertane Marylia Martinelli di Villa Literno, Amelia Garofalo di Santa Maria Capua Vetere e Viviana Falanga di Casapulla - Sono quotidiane le segnalazioni di positività soprattutto nelle classi di ordine minore a riprova, a loro avviso, che riaprire le classi dei più piccoli sia una decisione assolutamente non condivisibile. Del resto, ad ottobre, le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse in Campania con numeri molto vicini a quelli che si registrano oggi”.

Per i rappresentanti dei genitori “riaprire sia le quarte che le quinte, significa riportare a regime i plessi con conseguenti assembramenti dei genitori e degli alunni stessi, rispettivamente davanti e all interno degli edifici scolastici. I genitori trovano sia più prudente attendere questa settimana e mettersi in stand by per valutare, con maggiore serenità, i numeri di questa triste conta di innocenti colpita dal virus. Il dato che inoltre hanno registrato con certezza dal monitoraggio locale e regionale è che c’è una netta maggioranza dei genitori che si è trovata costretta a riportare i propri figli nelle aule, non avendo alcuna scelta, in primis costretti dall’obbligo scolastico e poi perché -decadendone i presupposti-si sono visti privare della Dad. Registrano, inoltre, un aumento delle richieste di istruzione parentale alle scuole, quale scelta disperata di molti genitori a tutela dei propri figli”.

La nota si chiude: “La vicinanza all’operato della Regione resta immutata con la fiducia sempre mostrata apertamente ad un governo attento ed attendista vocato alla prevenzione. Tuttavia, i primi casi con conseguenti quarantene di intere sezioni e plessi, nonché di aperture e chiusure intermittenti, sono un danno di discontinuità e di immersione in prima persona nella situazione emergenziale che gli studenti e le famiglie non meritano. La Dad avrebbe continuato a tenere lontani gli alunni da un clima di tensione psicologica e da un rischio che non giova a nessuno, neanche a chi vuole le scuole aperte ad ogni costo".

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