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Sabato, 22 Gennaio 2022
Scuola

Il Tar boccia De Luca: "Non poteva chiudere le scuole"

Accolto il ricorso del Codacons. Le famiglie degli studenti possono chiedere il risarcimento ma devono dimostrare "danni"

Una decisione tardiva ma che spiana la strada ad eventuali richieste di risarcimento in favore delle famiglie danneggiate dalle ordinanze di chiusura delle scuole - con contestuale attivazione della didattica a distanza -emanate il 16 gennaio e poi a febbraio 2021 dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Il Tar della Campania, infatti, ha dichiarato l'illegittimità dei provvedimenti accogliendo il ricorso presentato dal Codacons

La Corte del tribunale amministrativo partenopeo (presidente Maria Abbruzzese) ha evidenziato come "la disposta sospensione delle attività didattiche in presenza per la Regione Campania, in via generalizzata, nei periodi considerati nelle ordinanze restrittive, non ha tenuto conto della regolamentazione per “fasce” di rischio contenuta nella normativa statale, che aveva già operato, ex ante, il bilanciamento tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, nel senso di sacrificare il secondo al primo nei casi di maggior rischio (regioni “rosse”)".

Le ordinanze di De Luca, quindi, per essere valide avrebbero necessitato di "una motivazione stringente e rafforzata che avesse dato conto degli elementi di fatto, diversi o sopravvenuti rispetto a quelli considerati dal Governo nazionale, che, quali indici di aggravato rischio, giustificassero il regime più restrittivo".

Ed ora il rischio è quello della pioggia di pretese risarcitorie da parte delle famiglie danneggiate che "dovrà essere ovviamente vagliata autonomamente per ciascuno dei ricorrenti, che, pur avendo collettivamente proposto il ricorso impugnatorio all’esame, potranno giovarsi solo dell’accertamento inerente l’illegittimità dell’atto, ma dovranno singolarmente dimostrare l’esistenza del danno risarcibile", concludono i giudici.

In tal senso il Codacons Campania valuterà le richieste risarcitorie nei confronti della Regione per conto di tutte le famiglie danneggiate dai provvedimenti della Regione riconosciuti illegittimi dal Tar. 

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