Il falò di Sant'Antuono: piatti tipici, tradizione ed animali benedetti

Una delle festività più sentite a Castel Morrone e nel sud Italia è sicuramente quella di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali da stalla, in onore del quale sorgevano il 17 gennaio lungo le strade i cosiddetti “falò di Sant’Antuono”.

I festeggiamenti  saranno proposti a Castel Morrone dall’ Associazione Terzo Millennio, organizzazione no- profit che da diverso tempo organizza manifestazioni che hanno sempre entusiasmato la collettività, cercando di far rivivere elementi della cultura contadina, con il fine di preservare la propria vera identità e di evitare la perdita di una parte importante della storia morronese, questo anno in collaborazione con la Pro Loco, la Radio RCM live, l’Associazione Casa Betania e le parrocchie S. Andrea Apostolo, S. Maria Assunta e S. Michele Arcangelo. 

Tutto è pronto per l’evento che si terrà venerdì 17 gennaio 2020 e che prevede l’accensione del falò in onore del Patrono Degli Animali alle 19 presso l'oratorio San Filippo Neri sito in via Campio. I partecipanti potranno portare con sé i propri animali domestici che riceveranno la benedizione da parte di Padre Angelo alle 18,30. Durante tutta la serata sarà possibile degustare pietanze della gastronomia locale.

Il Presidente dell’Associazione Giuseppe Iulianiello dichiara: "Da anni ormai siamo dediti a far rivivere le tradizioni che caratterizzano la nostra cultura, ciò è merito di una grande squadra di volontari che lavora con passione e amore per il proprio paese. Ogni anno cerchiamo di fare del nostro meglio per regalare una magica serata a tutti”.

Una tradizione parallela a quella del falò è la costruzione di un fantoccio rappresentante la personificazione del Male da incendiare sulla catasta di legna, un tempo a scopo propiziatorio, oggi a scopo principalmente decorativo. Quest’anno l’Associazione ha tratto ispirazione per la scelta del soggetto rappresentato dalle moderne vicende di cronaca internazionale che con sempre più urgenza ci inducono a riflettere su una tematica concreta ed imminente: abbiamo avvelenato il nostro Pianeta e dobbiamo salvarlo. Hanno quindi realizzato quello che è stato chiamato “Il Sopravvissuto”, il personaggio di un futuro distopico immaginato dai volontari. Ci sono proprio tutti i fattori per una serata all’insegna dell’allegria e del divertimento, con il calore del grande falò.

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