Il Leopardi "contemporaneo" di Polizzi al Palazzo delle Arti

In tutta la sua opera letteraria, poetica e filosofica, Giacomo Leopardi cerca la via verso la felicità, nel corpo e nella mente. Dopo aver immaginato una felicità possibile nei popoli antichi, specie nei greci, e nei selvaggi della California, Leopardi si convince, nel 1824, che la natura umana non consente di raggiungere una felicità stabile e che l’infelicità è diffusa in tutta l’umanità, in ogni tempo e luogo. Tuttavia, egli non abbandona mai la sua speranza di felicità, che ritrova nei piaceri dell’immaginazione.

L’8 febbraio, alle 18:30, il Palazzo delle Arti di Capodrise, nell’ambito della III edizione di “Capodrise Contemporanea”, ospiterà Gaspare Polizzi, docente universitario a Pisa, editorialista e tra i maggiori leopardisti italiani. Con l’autore, moderati da Michelangelo Giovinale, dialogheranno il dirigente scolastico Carmine Negro, l’assessore alla Cultura Luisa D’Angelo, il dirigente scolastico Diamante Marotta e gli studenti del Dipartimento di lettere e filosofia del Liceo classico “Quercia” di Marcianise. Gli interventi saranno intervallati dalle letture di Floriana Coppola.

Introverso, triste. Vulnerabile, struggente. Dalla salute cagionevole e dall’animo fragile, ma dalla grande lucidità intellettuale e dall'inaspettata ironia. Il Giacomo Leopardi di Polizzi abbandona la dimensione letteraria, e la valenza icona della cultura nazionale, per abbracciare quella umana. E ci mostra quel fecondo e mai interrotto rapporto con le scienze, così preminente nella formazione, nella maturazione del pensiero filosofico e nella stessa poesia. Nel “suo” Leopardi riecheggia l’Italo Calvino delle “Lezioni americane”, secondo il quale «la contemplazione del cielo notturno che ispirerà i suoi versi non era solo un motivo lirico; quando parlava della luna sapeva esattamente di cosa parlava». Leopardi incarna la parabola dell’uomo-artista che sa guardare oltre il confine «che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude». Benché segnata dal dolore e dal disincanto generato dal vero razionale, è la vita, con quell’irrefrenabile impulso ad esistere che la muove, a sedurre fino alla fine il “Giovane favoloso”. E Polizzi ci invita a riconoscerci nel suo desiderio di infinito, a ritrovare nei suoi dilemmi esistenziali i nostri, a cogliere nell’immaginazione dolente balugini di felicità. A riscoprire quella sensibilità postmoderna che colloca Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. In questo modo, e solo così, il poeta, precursore del Novecento nel collocare il dubbio al centro della conoscenza, può uscire dai sussidiari ed entrare nella contemporaneità, pur nell’impossibilità di essere nel mondo, oltre che del mondo.

L’evento è promosso dal Comune di Capodrise, Assessorato alla Cultura, e co-finanziato dal POC Campania 2014/2020 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma regionale di eventi e iniziative promozionali”. Ingresso gratuito.

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