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20110124075832_CORCIULO

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Successo per la presentazione del volume di Maria Sofia Corciulo

Piedimonte Matese - Si è tenuta Sabato 22 Gennaio 2011, con inizio alle ore 17 presso la sala 'Minerva' dell'Associazione Storica del Medio Volturno della Città di Piedimonte Matese, in occasione del 150° anniversario dell'Unità dei popoli...

Si è tenuta Sabato 22 Gennaio 2011, con inizio alle ore 17 presso la sala 'Minerva' dell'Associazione Storica del Medio Volturno della Città di Piedimonte Matese, in occasione del 150° anniversario dell'Unità dei popoli d'Italia, la presentazione del volume di Maria Sofia Corciulo, Docente di Storia delle Istituzioni Politiche dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, dal titolo 'Una Rivoluzione per la Costituzione del 1820-21 (Agli albori del Risorgimento Meridionale).
La manifestazione, patrocinata dall'Amministrazione Comunale guidata da Vincenzo Cappello e dal Rotary Club Alto Casertano (presidente Franco Grillo), ha visto l'introduzione di Pasquale Simonelli, Presidente dell'ASMV; mentre Benny Iannitti, Assessore alla Cultura e P. I. portava ai convenuti i saluti e l'incoraggiamento della Città, ed altrettanto faceva il Presidente del Rotary.
Il Presidente Simonelli ha passato poi la parola ad Attilio Costarella, in veste di Presidente del Comitato di Caserta dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, il quale nel suo intervento ha ricordato, innanzitutto, le celebrazioni, fatte quattro anni prima, con successo di pubblico e di consensi, in collaborazione con l'ASMV nella stessa sala 'Minerva', in occasione del 200° anniversario della nascita del Generale Giuseppe Garibaldi.
L'intervento di Costarella ha preso le mosse dal Congresso di Vienna del 1815, col quale ha storicamente inizio l'Età della Restaurazione dell'Ancien Regime, il 'vecchio ordine' europeo infranto prima dalla Rivoluzione francese, poi dalle conquiste delle armate napoleoniche. Il relatore lo ha attentamente analizzato nelle sue determinazioni e nei suoi protagonisti, per concludere che esso, pur assicurando all'Europa quarant'anni di pace, intendendo per pace la fine delle guerre tra Stati combattuti sui campi di battaglia, creò, all'interno di quei medesimi Stati, una situazione di tale disagio da causare in breve tempo la più imponente serie di rivolte che l'Europa avesse mai conosciuto

Nessun rispetto si ebbe per la volontà dei popoli a concorrere alla vita politica dei loro paesi, per le loro legittime aspirazioni nazionali. L'idea di 'nazione', un'idea moderna cara agli illuministi che nell'Enciclopedia ne identificano i suoi tre elementi costitutivi (suolo, sangue e lingua), venne ignorata completamente dal Congresso, soprattutto per volontà del principe Clemente di Metternich, primo ministro austriaco e principale artefice della Restaurazione; né valsero a distoglierlo dalla sua linea i miti consigli dei ministri inglesi ai quali certe decisioni ripugnavano o destavano preoccupazione.
Nel suo magistrale intervento, Maria Sofia Corciulo ha affermato che la rivoluzione napoletana del 1820-21 è stata considerata da una magna pars della storiografia italiana del XX Secolo un moto marginale, con scarsa significanza e "lasciti" politici tali da incidere sulle successive vicende risorgimentali, a causa soprattutto della breve durata cronologica della stessa (Luglio 1820-Marzo 1821) e del presunto limitato impatto avuto sulla popolazione del Regno di Napoli. In una nuova prospettiva metodologica, l'esame del testo costituzionale, adottato dai rivoluzionari (lo spagnolo adottato a Cadice nel 1812) viene attentamente valutato nei suoi innovativi aspetti istituzionali, tali da essere considerato unico nel suo genere nel contesto europeo, non solo del primo, ma di tutto l'Ottocento. Le aspettative costituzionali degli abitanti del Regno di Napoli erano molto sentite in tutti gli strati della popolazione, anche da sacerdoti e militari, tutti accomunati dall'appartenenza alla setta segreta della Carboneria. Proprio dai militari carbonari, al grido di "Viva il Re. Viva la Costituzione", partì la scintilla che diede vita a questa Rivoluzione quasi del tutto sconosciuta, ma tale da poterla sicuramente considerare l'inizio del nostro Risorgimento. In precedenza, infatti, è stato fatto notare che, dopo i fatti spagnoli del Gennaio 1820, nel Luglio dello stesso anno i moti rivoluzionari scoppiarono a Nola che, insieme a Sora, Gaeta e Piedimonte d'Alife (oggi Matese), erano parte integrante della Provincia di Terra di Lavoro..

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