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Briganti emigranti: il nuovo spettacolo teatrale di Eugenio Bennato

Napoli - Manca poco all'inizio delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia e sono molti i modi per ricordarlo. Tra questi, il programma televisivo Palco e Retropalco di Rai 3 ha pensato di dedicare una puntata...

Manca poco all'inizio delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia e sono molti i modi per ricordarlo. Tra questi, il programma televisivo Palco e Retropalco di Rai 3 ha pensato di dedicare una puntata alla delicata questione del brigantaggio e alle vicende legate alla questione meridionale, riesplosa oggi nelle sue variegate interpretazioni, dove vinti, vincitori, eroi o guerriglieri, liberatori o conquistatori, oppressori o governanti sono ancora al centro di discussioni e di chiarimenti storici da ogni parte politica. Per farlo ha chiamato un vero e proprio cultore della materia, Eugenio Bennato, già fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di Musicanova e di Taranta Power, nonché accurato ricercatore della musica della tradizione del Sud e autore del recente saggio Brigante se more (Coniglio editore) che in questi giorni sta presentando con grande successo di pubblico e di critica, nelle maggiori città italiane.
Eugenio metterà in scena il 23 dicembre p.v. un vero e proprio spettacolo teatrale dal titolo Briganti Emigranti (che ha debuttato quest'anno al festival Dei Due Mondi di Spoleto con le scene e la regia di Bruno Colella) in cui, oltre alla sua storica formazione musicale, parteciperanno in via straordinaria anche Pietra Montecorvino e l'Orchestra popolare del Sud. L'esibizione, che avrà luogo al Teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare di Napoli, è prodotta per la TV da Palco Reale di Gianni Sergio e andrà successivamente in onda a marzo.

Lo stimolo per scrivere questo progetto gli è stato dato dalla storia di una ballata, quella scritta appunto da Bennato insieme a Carlo D'Angiò nel 1979 per lo sceneggiato RAI in 8 puntate L'eredità della Priora di Anton Giulio Majano e divenuta oramai un inno alla libertà per migliaia di giovani legati al mondo della musica popolare. Questo brano ha fatto conoscere a tutti la storia, quanto mai attuale, dell'emigrazione e del brigantaggio, raccontando la ribellione della gente meridionale all'invasione piemontese del 1860. Da queste premesse emerge un percorso umano e creativo che si interfaccia sul palcoscenico con i suoni e i rituali del Sud di ieri e di oggi approfondendo la storia di alcuni tra i più combattivi briganti di fine Ottocento: Ninco Nanco, Carmine Crocco, Michelina De Cesare, che, vivendo le loro vite di battaglia e rapina, segnarono profondamente le divisioni e le lotte che sarebbero avvenute in quella che ancora conosciamo come Questione Meridionale.
L'operazione artistica, oltre al libro e allo spettacolo è costituita anche dalla realizzazione di un nuovo CD in uscita a primavera.

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