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Giovanni Meola e Il Sulfamidico per il palco del Teatro Civico 14

Caserta - Sabato 4 (ore 21.00) e domenica 5 (ore 19.00) dicembre andrà in scena al Teatro Civico 14 la storia di uno dei più grandi e sconosciuti genocidi di tutti i tempi. Enrico Ottaviano interpreterà per il pubblico del teatro di vicolo Della...

Sabato 4 (ore 21.00) e domenica 5 (ore 19.00) dicembre andrà in scena al Teatro Civico 14 la storia di uno dei più grandi e sconosciuti genocidi di tutti i tempi. Enrico Ottaviano interpreterà per il pubblico del teatro di vicolo Della Ratta (Caserta), quello che dalla stampa è stato definito una "piccola delizia", scritta e diretta da Giovanni Meola.

Un monologo recitato tutto d'un fiato che narra dell'incontro tra un ragazzo italiano appassionato di calcio e uno argentino. I due hanno in comune l'allergia per i sulfamidici, medicinali che provocano reazioni allucinatorie, lacrimazione inconsulta, stato di semi-incoscienza, prurito incontrollabile e l'aver condiviso lo stesso tempo. Li divide però l'utilizzo dei medicinali, che per il ragazzo argentino rappresenta un modo come un altro di perdere il contatto con la realtà e i ricordi che lo legano alle torture della dittatura militare, e i ricordi, le memorie di Argentina '78. Per uno rappresentati da Maradona e Passarella, per l'altro da Jorge Carrascosa: il capitano della nazionale argentina ritiratosi per "...non essere in nessun modo uno strumento della dittatura militare".
Così il primo scopre le vicende di uno dei genocidi più tollerati nella storia del '900 e rivive con altro spirito le spensierate nottate passate col padre a seguire le partite dell'Italia ai mondiali del '78. Mentre la rappresentativa del Belpaese batteva i padroni di casa con un gol di Bettega smarcato da un tacco di Paolo Rossi, nel 1978 in Argentina sparivano decine di migliaia di persone. "Il golpe del 24 marzo '76 portò al potere la giunta militare guidata dal generale Videla che, trasformate le caserme in camere di tortura - racconta Giovanni Meola nelle sue note - fece scomparire più di 30.000 persone. Un'intera generazione 'desaparecida' nello stato sudamericano più ricco di ascendenze italiane". "Il mondo - conclude il regista - fece abbastanza finta di nulla".

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