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'Terrae Motus: questioni aperte a trenta anni dal sisma del 1980'

Caserta - Il 23 e 24 Novembre 2010, presso il Palazzo Reale di Caserta, si terranno due giornate di studio dal titolo "Terrae Motus: questioni aperte a trenta anni dal sisma del 1980". Le giornate di studio sono promosse dalla Soprintendenza...

Il 23 e 24 Novembre 2010, presso il Palazzo Reale di Caserta, si terranno due giornate di studio dal titolo "Terrae Motus: questioni aperte a trenta anni dal sisma del 1980". Le giornate di studio sono promosse dalla Soprintendenza BAPSAE di Caserta eBenevento con la Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della SecondaUniversità degli Studi di Napoli e l'Ordine degli Architetti di Caserta
A trenta anni dal terremoto che il 23 novembre del 1980 colpì la Campania e la Basilicata e dopo iripetuti eventi sismici che in questo arco temporale si sono verificati in diverse aree geografiche del paese,dall'Umbria al Molise alla città dell'Aquila, la Soprintendenza BAPSAE di Caserta e Benevento con la Facoltà diArchitettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli e l'Ordine degli Architetti PPC dellaProvincia di Caserta, organizza due giornate di riflessione interdisciplinare su temi e problemi ancora aperti.

In relazione a questi temi si propone una riflessione interdisciplinare estesa a tali ambiti, attraversouna disamina di interventi e processi attivati a partire dal sisma del 1980 che colpì Campania e Basilicata,ma anche a livello nazionale, che prendano in esame - alle diverse scale e relativamente ai diversi ambitidisciplinari - le modalità con le quali si è intervenuti in passato e le problematiche emerse nei diversi casi.Tale bilancio, che ha l'obiettivo di contribuire a delineare e perseguire azioni efficaci per l'emergenzae per la ricostruzione ma anche per la prevenzione antisismica, non può prescindere da un confronto tra idiversi attori istituzionali in gioco nelle varie fasi della gestione del terremoto: dalla Protezione Civile, alMiBAC, dalle Regioni alle Province ed ai Comuni, dall'Università agli Ordini professionali degli architetti edegli ingegneri.
Infatti, nonostante l'indiscutibile avanzamento registrato nel campo disciplinare specifico del "restauro", siain riferimento alle indagini ed alle metodologie di intervento sul patrimonio culturale sia in riferimento all'emanazionedi normative antisismiche che hanno ridotto quel deficit di specificità che invece gli interventi sul patrimonio ediliziostorico richiedono, ancora oggi, tuttavia, alcune grandi questioni, che purtroppo ciclicamente si ripropongono in occasionedi un nuovo evento sismico, sembrano attendere risposte adeguate in termini di governance: dalla gestione dell'emergenzaal reperimento delle risorse finanziarie per la ricostruzione, dalla programmazione e dalla pianificazione degli interventialla cooperazione tra i soggetti istituzionali preposti a tali compiti, alla effettiva applicazione di tecniche di interventoadeguate sul patrimonio culturale.

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