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Al Teatro Civico 14 Arpagone parla abruzzese

Caserta - Il "Teatro Civico 14" di Caserta ha visto in scena, sabato 6 e domenica 7, una intelligente e originale rivisitazione dell'"Avaro" di Molière, uno dei grandi classici del teatro europeo. Lo spettacolo, a cura del regista Stefano...

Il "Teatro Civico 14" di Caserta ha visto in scena, sabato 6 e domenica 7, una intelligente e originale rivisitazione dell'"Avaro" di Molière, uno dei grandi classici del teatro europeo. Lo spettacolo, a cura del regista Stefano Angelucci Marino, è stato rappresentato con maestria da soli tre attori tra cui lo stesso regista. L'inizio è in sordina; la commedia si apre con un ritmo lento, sulla scena buia solo una donna, la serva, e poi un breve monologo del protagonista, Arpagone, di cui non viene mai citato il nome. Uno dei punti di forza è l'esplicito riferimento alla cultura abruzzese soprattutto attraverso l'utilizzo del dialetto nella recitazione. La vera innovazione, però, è legata alla comparsa dei burattini, chiaro richiamo alla cultura popolare e grande omaggio al teatro di figura. L'intero corso della commedia, infatti, vede l'alternarsi di attori in scena e teatro tradizionale dei burattini. La storia narrata ruota intorno al protagonista e al suo matrimonio con la giovane e bella Marianna contesa con il figlio Cleante. Dopo una serie di innovazioni, che colpiscono favorevolmente lo spettatore, la commedia si chiude in maniera insolita e vorticosa con la marionetta di Arpagone che ripete ciclicamente le battute dette in apertura, volendo un po' imitare lo schema classico della ring composition. In questa commedia dove le conclusioni vengono lasciate allo spettatore, vanno premiate sicuramente la grande inventiva, l'originalità e il coraggio nell'aver introdotto elementi nuovi che hanno reso la rappresentazione inconsueta e particolare. La commedia oltre ai momenti comici fornisce lo spunto per una importante riflessione. L'Avaro di Molière, infatti, è ancora molto attuale soprattutto nella nostra società dell'apparire dove l'uomo spesso è schiavo del denaro e lo antepone alla famiglia, agli affetti, all'amore e, purtroppo, talvolta, per esso scende a volgari compromessi violando leggi giuridiche ed etiche. Insomma un plauso e un giudizio certamente positivo va ancora una volta al teatro civico 14 in grado di coniugare tradizione e sperimentazione. I prezzi si rivelano accessibili per uno spettacolo godibile, dove anche gli spettatori, proiettati sul palco, vengono avvolti dalle vicende drammaturgiche. Attendiamo con trepidazione il prossimo appuntamento con quello che è diventato ormai un vero e proprio laboratorio teatrale cittadino, sempre in grado di innovare, sperimentare, entusiasmare.

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