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Nel ventre della vacca, mostra fotografica a Majeutica durante LEstate di San Martino

Marcianise - Un viaggio fotografico a Marcianise, nelle sue viscere, un reportage su una realtà complessa e affascinante. Ospiti de "L'Estate di San Martino", Charlotte Sorensen e Gaetano Montebuglio raccontano la loro esperienza attraverso...

Un viaggio fotografico a Marcianise, nelle sue viscere, un reportage su una realtà complessa e affascinante. Ospiti de "L'Estate di San Martino", Charlotte Sorensen e Gaetano Montebuglio raccontano la loro esperienza attraverso immagini inedite di Marcianise. La mostra, dal suggestivo titolo "Nel ventre della vacca", avrà luogo nella sede dell'associazione Majeutica, in via G.B Falcone Marcianise duante la due giorni dedicata al vino e ai sapori locali.Scovare con l'obiettivo le pieghe più recondite, primordiali, viscerali della città: volti, sporco, umidità, poesia, rughe, malattia, bellezza, storia, denti, avanzi di cibo. Tutto ciò che per il fotografo possa significare la vera natura di Marcianise, senza pelle, senza educazione.
"Un tema - spiega Luciano Restivo di Majeutica - oserei dire 'dato in pasto' ai due, che con voracità sono partiti alla caccia di 'le moment' (per dirla alla Bresson), alzando la gonna a Marcianise". "Dopo pochi giorni - raccontano i due fotografi - si è schiusa davanti ai nostri occhi una Marcianise inedita che non conoscevamo affatto, e più scattavamo e più trovavamo da scattare.Significativa anche la locandina. Uno scatto molto evocativo, simbolico, in qualche modo paradigmatico di tutta la mostra: il muro di tufo statico, una sfinge dei secoli, il passato duro e sofferto della città, sotto un cielo severo, scuro. Su questi passa velocissimo un ragazzino, scappa via rapido, che neanche riesci a vederlo. Un pò come il nostro presente che non è ancora domani o è già tufo".

Gaetano Montebuglio
Nato nel 1981 a Caserta, lavora soprattutto in Campania, ma viaggia frequentemente. La macchina fotografica lo ha affascinato sin da piccolo: ogni rullino da sviluppare scatenava mille aspettative, l'emozione di aver fermato per sempre il momento. Guardare il mondo dall'obiettivo significa raccontare: ogni foto (bella o brutta che sia) deve raccontare qualcosa. Per questo motivo cerca sempre di vivere intensamente il momento che sta fotografando: danza, matrimonio, evento, concerto per me è fondamentale condividere le stesse emozioni dei suoi soggetti, non è raro che lo emozioni durante un matrimonio, o che mi metta a battere il tempo durante un concerto. Le sue fotografie sono semplici, senza troppa postproduzione, senza artefatti. È la realtà che deve prevalere, l'emozione di quel momento. È una scommessa, ma crede fortemente nel valore narrativo della fotografia, nel suo essere interpretativa ma, nel contempo, veritiera. Se invece la fotografia si riduce solo a pose finte, colori finti, atmosfere finte, ambienti finti beh, è una questione di gusti, ma non sono i suoi gusti. E allora non chiamatelo solo fotografo, chiamatelo narratore di immagini.

Charlotte Sorensen

Nasce a Copenhagen (Danimarca) nel 1971. Vive in Italia dal 1991, è sposata e ha un figlio di 15 anni. Dopo essersi diplomata al Liceo Linguistico, prosegue privatamente la sua formazione artistica, frequentando la bottega del pittore danese Helge Engelbrecht. Alla tecnica pittorica affianca ben presto la fotografia, frequentando in Danimarca corsi di fotografia e camera oscura. E' solo con l'avvento della tecnica digitale, tuttavia, che riesce ad esprimere appieno il suo potenziale, sia nella ripresa, che nella post produzione delle foto.
Collabora, attualmente, con alcuni studi fotografici campani. Sue foto sono state pubblicate su riviste di genere in Danimarca e ha partecipato, con alcuni scatti, al Concorso Fotografico Nazionale "Comuni-Italiani.it". Le immagini proposte sono il frutto di una ricerca artistica che punta tutto sul contrasto visivo ed emotivo. I colori, la composizione, i chiaroscuri, la decontestualizzazione degli oggetti, calano l'osservatore in un mondo senza tempo, metafisico dove a dominare sono le luci e le ombre, le superfici rigide e le emozioni vibranti che solleticano la retina. L'occhio si perde nella magia dei contrasti, che donano una volumetria e una consistenza inattesa ai soggetti fotografati. Lo spettatore si ritrova perso a guardare paesaggi, architetture, strutture artificiali e naturali che dovrebbero essere familiari con una nuova sensibilità che lo costringe ad oscillare tra sogno e realtà.

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