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Relazione conclusiva di A Teano diamoci la mano

Teano - La città di Teano è stata protagonista di un evento eccezionale: ancora una volta è diventata un luogo simbolico della storia e della vita culturale,sociale del nostro Paese. Per più di quattro giorni si sono svolte le varie iniziative...

La città di Teano è stata protagonista di un evento eccezionale: ancora una volta è diventata un luogo simbolico della storia e della vita culturale,sociale del nostro Paese. Per più di quattro giorni si sono svolte le varie iniziative previste dal un intenso programma elaborato, preparato e gestito dal comitato promotore "A Teano diamoci la mano" e dall'amministrazione comunale.La data dello storico incontro con il quale si fece l'Italia unita non è stata ricordata solo per il 150° anniversario di celebrazione (come avveniva ogni anno); ma stavolta è diventata l'occasione per dare vita ad un evento che ancora una volta può segnare una svolta nella vita e nella storia di una comunità e di un intero paese. Nei vari incontri delle assemblee plenarie e dei laboratori tematici (ne sono stati organizzati una ventina) abbiamo vissuto momenti di grande tensione e passione civile, con una partecipazione emotiva e corale indimenticabile.Da tutta Italia sono intervenute migliaia di persone,cittadini, associazioni, reti di comuni e di enti di promozione. Abbiamo ascoltato tante esperienze di buone pratiche e di cittadinanza attiva, di partecipazione responsabile e di buona politica (quella che governa e che si occupa del bene pubblico, del benessere dei cittadini). Abbiamo incontrato i sindaci di tante città del Nord e del Sud, molti rappresentanti delle istituzioni e di prestigiosi enti storici, culturali: li abbiamo visti discutere in modo appassionato con tanti ragazzi e studenti, con i loro insegnanti. Abbiamo incontrato molti "nuovi cittadini" provenienti da altre parti del mondo insieme con i "briganti/migranti" di Caulonia e Riace in Calabria; abbiamo ascoltato le storie di tante esperienze di economia equa e sociale e dei GAS (Gruppi di acquisto solidale ), dei giovani che stanno creando nuove imprese sui beni confiscati alle mafie; la narrazione tesa ma civile degli operai e dei lavoratori che sono in lotta per la difesa dei diritti fondamentali (al lavoro e alla sopravvivenza) e tante altre belle esperienze di un'altra Italia che c'è, che produce ricchezza e coesione sociale.Vi sono stati momenti di corale partecipazione nelle varie assemblee plenarie, con alcune relazioni magistrali - a partire dall'introduzione di Tonino Perna - fino alle testimonianze di alta passione civile di Alex Zanotelli, di d. Luigi Ciotti, di Sandra Bonsanti, di Paolo Beni, di Corrado Iacona, di Gianni Rinaldini, di Matteo Cosenza, di Marco Revelli, di Luigi Russo, di Mario Agostinelli, di Lilia Ghanem, di Enzo Scandurra, di Paolo Cacciari e tanti altri nei vari laboratori. Stavolta anche la politica ha offerto il meglio di sé: oltre ai tanti sindaci intervenuti (insieme a quello di Teano, Raffaele Picierno e dell'assessora Rosaria Pentella, che hanno ospitato l'evento) abbiamo ascoltato le testimonianze del sindaco di una grande città come Bari (Michele Emiliano), della giovane deputata Pina Picierno e del consigliere regionale Gennaro Oliviero.Negli incontri abbiamo avuto momenti di alto spessore culturale, di ricerca storica che ha segnato una tappa importante per aggiornare la riflessione - critica ed aperta - su quello che ha rappresentato il nostro Risorgimento. Si è andato ben oltre le narrazioni che abbiamo imparato sui libri di scuola: sono stati approfonditi tutti i passaggi, a partire da quelli più critici di una interpretazione di una "conquista" e di una mancata "rivoluzione sociale" fino alla ricostruzione di un passaggio epocale che ha avviato il cammino di un Paese unito dopo secoli di divisioni e dominazioni straniere. Vi sono state relazioni di altissimo livello: a partire da quella introduttiva di Piero Bevilacqua fino ai contributi di storici e di studiosi di valore mondiale come Paul Ginsborg (che ha parlato della "mitezza" del nostro Risorgimento) e di Lucy Riall, di Alberto Banti e Salvatore Lupo, di Simonetta Soldani e Angelo D'Orsi, di Gianni Cerchia e Carmine Pinto, di Marco Meriggi e Armando Vitale. A questi vanno aggiunte decine di altri contributi nei vari laboratori.La sintesi di questo intenso programma è stata assunta con un atto di grande solennità: la sottoscrizione della Carta di Teano per un nuovo patto unitario tra gli italiani e per una nuova riconciliazione nazionale.La modalità di presentazione dei contenuti del documento, che racchiudono il filo rosso dei valori fondanti su cui continueremo a lavorare per il futuro, è stata particolarmente efficace e toccante: ognuno dei 10 punti, letti da Mimmo Rizzuti e Chiara Sasso, è stato illustrato con un esempio di buone pratiche o di esperienze di eccellenza praticate dai sindaci dei comuni del Nord e del Sud. In questo modo abbiamo avuto un confronto, un incontro vissuto con il meglio che esprime il nostro Paese in termini di buon governo, di partecipazione responsabile. E' scesa in campo la parte più vitale e generosa del nostro popolo.Il documento è stato sottoscritto da migliaia di cittadini e di persone, di studenti ed insegnanti, di rappresentanti delle istituzioni ed autorità locali, nazionali, delle forze sociali e produttive, del mondo del lavoro e delle associazioni, laiche e cattoliche (in prima fila il vescovo di Teano). Il primo impegno assunto dal comitato promotore è quello di promuovere la sua conoscenza e la diffusione dei suoi contenuti (a partire dai diritti e dai valori fondamentali sanciti nella nostra Costituzione) in tutto il Paese, in primo luogo nelle scuole e nelle istituzioni locali. Il primo atto che compiremo sarà quello di inviarlo al Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano, che con il suo messaggio - insieme a quello del PE Carlo Azelio Ciampi - ha reso ancora più solenni ed impegnative le manifestazioni di Teano .Inoltre, per non disperdere il ricco materiale prodotto a Teano stiamo già lavorando per raccogliere i contributi ed i documenti per la pubblicazione degli atti.

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