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Doppio debutto per MK con 'Kamikaze' e 'Giuda' al Nuovo Teatro Nuovo

Napoli - Doppio debutto per MK (Lorenzo Bianchi, Biagio Caravano e Michele Di Stefano), formazione indipendente di origine campana, che, da oltre dieci anni, si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora.Dopo aver portato la sua indagine...

Doppio debutto per MK (Lorenzo Bianchi, Biagio Caravano e Michele Di Stefano), formazione indipendente di origine campana, che, da oltre dieci anni, si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora.Dopo aver portato la sua indagine sul corpo nei più importanti festival internazionali, il gruppo MK è stato chiamato a partecipare al progetto Fondamentalismo del direttore artistico Antonio Latella, per il Nuovo Teatro Nuovo. Due le creazioni a cura di MK: Kamikaze, spettacolo corale che coinvolge l'intera compagnia stabile (29>30 ottobre; 30 novembre>2 dicembre e 11>13 febbraio) e Giuda, assolo di Giovanni Franzoni (31 ottobre; 10>16 gennaio; 2>8 maggio).
Entrambi gli spettacoli, prodotti dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, si avvalgono della co-produzione del Napoli Teatro Festival Italia e della Fondazione Campania dei Festival, che sostengono l'attività della compagnia stabile nel biennio 2010-2012. Per Giuda si ringrazia per la collaborazione il Teatro Stabile di Napoli.Il disegno luci è di Simone De Angelis, le scene e costumi di Graziella Pepe.
In Kamikaze gli attori, Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Valentina Vacca, cercano una chiave. Vorrebbero realizzare uno spettacolo che potrebbe acquistare un senso solo con un'enorme esplosione di tutte le immagini prodotte dalle estetiche della violenza.
Mentre prosegue questa ricerca, gli attori scivolano impercettibilmente in una dimensione diversa, abbracciano la filosofia del turismo contemporaneo e allegramente inscenano il caos della loro condizione di totale spaesamento. Uno spettacolo che rappresenta la retorica del potere e la dura legge dell'entertainment - elicotteri di Apocalypse now inclusi.

Giovanni Franzoni è Giuda, che, per Michele Di Stefano, diventa l'esposto/ l'appeso/ il traditore/ il dodicesimo/ l'iniziato/ Hakim/ il predestinato/ Anthony Quinn in Zorba il Greco/ Iker Casillas nello spogliatoio prima della partita ma soprattutto è il performer.Attraverso l'ascolto in cuffia di un paesaggio sonoro che sembra anticipare sottolineare o irridere le azioni del performer - che in realtà agisce nel silenzio più assoluto - il pubblico è testimone di una lotta contro il tempo. Quel tempo che ha in serbo per il protagonista un percorso già scritto, che lo fa sprofondare nella condanna della ripetizione o nella misteriosa consapevolezza dell'iniziato.
L'attore rimane sospeso tra queste due condizioni, aggrappato al momento che precede ogni azione, come un portiere nello spogliatoio prima della partita prefigura ciò che il suo corpo dovrà sforzarsi di compiere. L'impassibile Giovanni Franzoni sembra generare e subire con lo stesso aplomb il paesaggio sonoro entro il quale viene immesso suo malgrado.

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