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Toni Servillo conclude con Letture napoletane al Castello Ducale

Sessa Aurunca - Toni Servillo conclude con "Letture napoletane", in scena in anteprima regionale sabato 2 ottobre (ore 20.30) al Castello Ducale di Sessa Aurunca (Caserta), "I Luoghi della Memoria", rassegna promossa da Aurunkatelier - Gruppo...

Toni Servillo conclude con "Letture napoletane", in scena in anteprima regionale sabato 2 ottobre (ore 20.30) al Castello Ducale di Sessa Aurunca (Caserta), "I Luoghi della Memoria", rassegna promossa da Aurunkatelier - Gruppo Ricerca '75.
Reduce dai successi d'oltreoceano della "Trilogia della villeggiatura", ottomila spettatori in cinque giorni (dal 22 al 26 settembre) al Théatre Maisonneuve di Montreal, l'attore e regista propone per la prima volta in Campania (dopo Milano, Roma, Firenze) il suo singolare ed appassionato "viaggio di parola, dedicato a Napoli, città di mille volti e mille contraddizioni".
Toni Servillo, protagonista oggi sul grande schermo con "Gorbaciof" di Stefano Incerti e "Noi Credevamo" di Mario Martone, affronta in questo "assolo" quattro poemetti, amati e noti al grande pubblico, di grandi autori napoletani. Sono Salvatore Di Giacomo, di cui Servillo propone "Lassamme fà a Dio", Eduardo De Filippo ("De Pretore Vincenzo"), Raffaele Viviani ("Fravecature") ed infine Enzo Moscato ("Litoranea"). Realizzando in tal modo "un excursus cronologico - sottolinea l'interprete - dall'Ottocento ad oggi, per mettere in evidenza quanto la lingua napoletana sappia mantenersi viva . Una lingua condivisa che attraversa le classi, unendole e non dividendole, come non accade in molte altre parti d'Italia".
Così dalla "scappata" in Terra del Signore, accompagnato da San Pietro tra i vicoli di Napoli, immaginata da Di Giacomo, si passa all'irresistibile "questua" del mariuolo di Eduardo che si rivolge direttamente a Dio chiedendo un posto in Paradiso anche per lui. L'assolo procede mutando registro nella drammatica sequenza di "Fravecature", attualissima sintesi di una morte bianca denunciata da Viviani nella prima metà del secolo scorso, recentemente recitata da Servillo in diretta televisiva al Quirinale dinanzi al Capo dello Stato Giorgio Napolitano per le celebrazioni del Primo Maggio.

Le "letture napoletane" si concludono con la lingua contemporanea, colta ed allusiva di "Litoranea" di Enzo Moscato, tagliente riflessione sulle contraddizioni e sul degrado di Napoli, che, nel 1991, costituiva il finale di "Rasoi", spettacolo - manifesto di Teatri Uniti, con il quale la compagnia napoletana fondata, tra gli altri, da Toni Servillo, Mario Martone, Andrea Renzi, Licia Maglietta ed Angelo Curti, ottenne una vasta notorietà e il primo grande successo internazionale.
"Ho scelto questo accostamento di testi - conclude Toni Servillo - perché ne emerge una lingua viva nel tempo, materna ed esperienziale, che fa diventare le battute espressione, gesto, corpo ed il ritratto di una società popolare e molto legata alle proprie tradizioni. Una società che ha nella napoletanità un tratto distintivo capace di superare classificazioni e ceto sociale". Info: 0823 937589 www.aurunkatelier.it

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