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A Ravello Festival si chiude con la mostra La follia dellarte a cura di Achille Bonito Oliva

Ravello - Dopo quasi cento giorni di programmazione, domenica 26 settembre cala il sipario sul Ravello Festival 2010. Con la chiusura delle due mostre allestite in Villa Rufolo – "La follia dell'arte", a cura di Achille Bonito Oliva; "Zerodisegno...

Dopo quasi cento giorni di programmazione, domenica 26 settembre cala il sipario sul Ravello Festival 2010. Con la chiusura delle due mostre allestite in Villa Rufolo - "La follia dell'arte", a cura di Achille Bonito Oliva; "Zerodisegno - Madness is freedom", a cura di Claudio Gambardella - termina un'edizione segnata da grandi presenze internazionali, da una straordinaria attenzione dei media e da spettacoli originali, spesso presentati in prima assoluta o in esclusiva. Negli occhi e nella mente delle decine di migliaia di spettatori che hanno affollato Villa Rufolo e gli altri luoghi della manifestazione resta impresso il ricordo di spettacoli importanti, come quelli che hanno coinvolto - tra i tanti - John Malkovich, Toni Servillo, Antonio Pappano, Uto Ughi, Toquinho, Valeria Golino, Stefano Bollani. A dispetto di un budget artistico sensibilmente ridotto, rispetto alle edizioni passate, il Festival 2010 ha saputo imporsi tra gli eventi clou dell'estate italiana, puntando sulla qualità dei contenuti e sulla novità delle proposte. Per la prima volta il Ravello Festival, curato in ogni dettaglio come sempre dalla Fondazione Ravello - ha persino affrontato la produzione di uno spettacolo: così è nato - in collaborazione con il Teatro di San Carlo, Teatri Uniti e Fondazione Musica per Roma - "Sconcerto", l'affascinante opera su musica di Battistelli andata in scena in anteprima assoluta negli spazi dell'Auditorium "Niemeyer", finalmente restituito ad una fruizione piena ed adeguata al proprio prestigio. Un cenno anche per "Quando cade l'acrobata escono i clown", piéce alla quale hanno lavorato, su commissione del Festival, Walter Veltroni per il libretto e Riccardo Panfili per la musica.

Ma, al di là delle grandi star, il cartellone è apparso fitto di invenzioni stimolanti: dall'integrale delle Sonate di Mozart in una sola notte all'inossidabile Concerto all'Alba; dalla rassegna dedicata al meglio dell'enogastronomia (talora coniugata alla musica) alla retrospettiva dedicata a Gide, visitatore illustre di Ravello. Senza dimenticare gli incontri di parola, premiati da straordinario successo, con scrittori del calibro di Jeffery Deaver e Patrick McGrath, con scienziati come Edoardo Boncinelli, con intellettuali come Stefano Folli e Umberto Galimberti.
L'edizione 2010 va in archivio facendo registrare un deciso incremento di presenze per evento, ma l'attività della Fondazione Ravello non si ferma. E se già in prospettiva compare il Festival del 2011, il cui tema conduttore sarà quello della Pace, si pensa pure ad una programmazione invernale che possa trovare nell'Auditorium Niemeyer un vero punto di forza, regalando a Ravello una vivacità culturale senza pause, nel segno della destagionalizzazione e della qualità internazionale.

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