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Le star del latin jazz allIschia Jazz Festival: Gonzalo Rubalcaba e Omar Sosa in concerto

Ischia - Sono ospiti dell'Ischia Jazz Festival due tra i più famosi pianisti jazz del mondo, Gonzalo Rubalcaba e Omar Sosa. Rubalcaba, sul palco da solo, e Sosa, accompagnato dal suo quartetto, si alterneranno a partire dalle 21.30 nella...

Sono ospiti dell'Ischia Jazz Festival due tra i più famosi pianisti jazz del mondo, Gonzalo Rubalcaba e Omar Sosa. Rubalcaba, sul palco da solo, e Sosa, accompagnato dal suo quartetto, si alterneranno a partire dalle 21.30 nella centralissima Pineta Nenzi Bozzi di Ischia scatenando il pubblico con i ritmi caldi latii fusi alla tradizione jazz. Nato all'Avana, nel 1963, Gonzalo Rubalcaba è cresciuto assorbendo la ricca cultura musicale cubana, il padre in particolare, era un pianista di fama locale. Il Jazz, che da sempre ha costituito la sua seconda natura, entra nella sua formazione con importanti autori, innanzitutto i pianisti Thelonious Monk, Bud Powell e Oscar Peterson, ma anche Charlie Parker, Dizzy Gillespie and Art Blakey. Musicista precocissimo, è inizialmente combattuto tra lo studio del piano e della batteria, a nove anni fa del pianoforte il proprio strumento d'elezione, iniziando studi classici ma cominciando di lì a poco anche ad esibirsi con orchestrine locali. A diciassette anni intraprende il suo primo tour internazionale e dall'inizio degli anni '80 inizia a registrare dischi a proprio nome. Ma è con la sua inaspettata apparizione a fianco di Charlie Haden e Paul Motian al Montreux Jazz Festival, nel 1990, che si comincia ad affermare anche nella scena jazzistica internazionale. La produzione di Gonzalo Rubalcaba ha continuato incessantemente ad animare sia gli ambiti afrocubani che jazzistici in un continuo lavoro di sintesi, sempre rispettosa delle reciproche peculiarità. Omar Sosa,generazione successiva a quella di Rubalcaba, si esibirà insieme al suo "Afreecanos Quartet". Cresciuto nella cultura cubana più tradizionale, scopre ben presto il jazz, il pop, il funk, grazie anche ai programmi americani trasmessi alla radio. Nel 1993 emigra in Ecuador, a Quito e qui si avvicina alla tradizione folklorica africana che sarà carattere distintivo della sua musica. Capisce che lo swing, la danza, il rapporto con il corpo, con la sensualità, sono qualità essenziali che si trovano nel jazz, nella musica portoricana, caraibica, cubana, e che, al di là delle differenze stilistiche nate dagli incroci culturali, hanno un'origine comune: l'Africa rubata agli schiavi. Successivamente il groove afro-cubano acquista pulsazioni urban e le tradizioni orali (gnawa, yoruba?) si sovrappongono allo slam e all'hip hop.La pratica del pianoforte, che Omar suona da autodidatta, sarà sempre influenzata da quella delle percussioni: è il suo stile personale, di grande audacia ritmica, diventato ormai il suo tratto caratterizzante. Da oggi e fino al 5 settembre i nottambuli amanti del jazz potranno ascoltare i concerti dell'Ischia Jazz Club con alcuni dei musicisti italiani di maggior spicco. Stasera la rassegna si apre all'Alchemie Friends Club alle ore 23.30 con Pippo Matino e Silvia Barba nel loro "Bassvoice project". Questo progetto è un incontro di pop e jazz moderno, di tradizione melodica e accoppiamenti insoliti e mai banali; è un progetto in continua trasformazione e non è soltanto rilettura di artisti con la stessa concezione musicale, ma anche e soprattutto scrittura di brani inediti, che danno l'idea personale della vocalità nuda, del groove, delle origini e delle espressioni dei due artisti.

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