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'Le Baccanti' da Euripide alla Villa Imperiale di Posillipo per 'Teatri di Pietra'

Napoli - La rassegna Teatri di Pietra 2010 – Pausilypon, nel meraviglioso sito di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, venerdì 23 luglio 2009, lo spettacolo Le Baccanti, libera elaborazione scenica dall'omonima opera di Euripide, con la...

La rassegna Teatri di Pietra 2010 - Pausilypon, nel meraviglioso sito di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, venerdì 23 luglio 2009, lo spettacolo Le Baccanti, libera elaborazione scenica dall'omonima opera di Euripide, con la coreografia di Deanna Losi e la drammaturgia di Roberto Guicciardini, su musiche di Bartok, Biber, Piazzolla, Shumann, Fauré, Shostakovich, Tetraktis.
Ne saranno 'interpreti', in scena, Luisa Guicciardini, Simona Haag, Matteo Ruggiero, Cristian Magurano, Alberto Giardina e, nel ruolo delle Baccanti, Sara Bertoncelli, Ilaria Brandaglia, Marta Brilli, Martina Masini, Paola Fiorini, Kaori Shinmura. Gli elementi video sono a cura di Andrea Montagnani, le luci di Lucilla Baroni.
Lo spettacolo, presentato da Mistral/ Compagnia Danza Moderna in prima assoluta, affronta nuovamente la tragedia greca, sulla linea già sperimentata de Il Racconto di Antigone, in una versione eminentemente coreografica. La tragedia greca, con il suo vasto apparato di miti e di storia, offre molti elementi di riflessione per un raffronto con la nostra civiltà, in grado di svelare motivazioni e contraddizioni nel nostro stesso vivere sociale.
Le Baccanti è considerata una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi. In apparenza il suo messaggio è un monito a tutti gli uomini ad adorare sempre gli dei e a non mettersi contro di essi.
In effetti, tradizionalmente, quest'opera era sempre stata considerata un'opera religiosa, ossia la riscoperta della religione da parte del tragico ateniese, che per tutta la vita era stato sempre considerato un "laico".

A un'analisi più attenta, però, la tragedia rivela forti ambiguità che modificano sensibilmente il messaggio, come bene ha messo in luce la critica degli ultimi decenni.L'adattamento coreutico messo in scena, è una libera elaborazione del mito di Dioniso, ispirata a Le Baccanti di Euripide, l'ultima opera scritta dal grande autore greco. Le Baccanti è l'unica tragedia greca in cui compare il dio del teatro, in cui la sua presenza accende un lacerante dibattito all' interno della comunità. Il Dio più umano fra gli dei antichi assurge a figura centrale della cultura del Novecento: Dio della maschera, della finzione necessaria, della riflessione e dell' ebbrezza, della 'dolce violenza'. Attinge all'ambiguità per mettere in crisi la rigidità di ogni configurazione identitaria.
Il suo mito, ancora oggi, è in grado di orientare diverse esperienze dell'immaginario contemporaneo. Lo spettacolo si propone, in maniera delicata e decisa, di tracciare un percorso teatrale, pervaso d'intenso coinvolgimento emotivo.

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