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In prima assoluta per Napoli lo spettacolo 'La storia di Taborre e Maddalena'

Napoli - Farà tappa a Napoli, venerdì 23 luglio 2010 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 25), negli spazi del Real Orto Botanico, La storia di Taborre e Maddalena, la nuova creazione teatrale di e con Enrico Messina, affiancato, in scena, da...

Farà tappa a Napoli, venerdì 23 luglio 2010 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 25), negli spazi del Real Orto Botanico, La storia di Taborre e Maddalena, la nuova creazione teatrale di e con Enrico Messina, affiancato, in scena, da Mirko Lodedo.
L'originale allestimento, che chiude la quarta settimana di programmazione della rassegna Brividi d'Estate 2010, si avvale della musica originale di Mirko Lodedo (fisarmonica, oggetti della tavola) e della collaborazione alla messa in scena di Micaela Sapienza.
Presentato da Armamaxa Teatro e Casarmonica, La storia di Taborre e Maddalena nasce dall'incontro di un attore e un musicista che, ritrovatisi intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, un piatto di grano cotto con il pomodoro, del pane, un bicchiere di "mieru", pecorino e pere, hanno cominciato a raccontarsi.
E le storie sono nate dai suoni piccoli della tavola: il suono delle posate nei piatti, il gorgoglio del vino che cade nel bicchiere, il tintinnio dei bicchieri che s'incontrano nel brindisi, per diventare musica e parole. Perché così nascono le storie: intorno a un tavolo, con i suoni e le parole semplici di chi si ritrova a condividere una cena, un pasto.
"Raccontare storie - sottolinea Enrico Messina - è arte antica e necessità profonda dell'essere umano. Dare forma di storia all'esperienza vissuta, per comprendere e dare ordine a quanto accade, conservarne la memoria, creare un senso di appartenenza. E se le parole per narrare non bastano, allora saranno i gesti, gli sguardi, i suoni, la musica a raccontare la paura, lo stupore, il coraggio, la conquista, l'amore".
Lo spettacolo narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore che l'uomo ha costruito intorno a un albero di pere.

Nell'incontro silenzioso dei tre, l'uomo offre ai due ragazzi un frutto poi, piantati i semi raccolti per tutta la sua vita, comincia la narrazione. E racconta loro la storia di un re di un'epoca lontana che aveva tre figli e un grande giardino con, al centro, un albero di pere.Gli spettacoli della Compagnia Armamaxa sono stati rappresentati in tutta Italia e in occasione dei più importanti festival nazionali (da Santarcangelo a Volterra, da Castel dei Mondi a Tracce di Teatro d'Autore), segnalando all'attenzione della critica il lavoro di Enrico Messina e Micaela Sapienza come una delle realtà più interessanti nel panorama del nuovo teatro italiano, per la qualità dei lavori prodotti e come modello produttivo radicato al territorio che ha disegnato un percorso culturale e artistico fortemente legato al presente.
Un progetto che ha coinvolto creatività artistiche, intellettuali e professionali legate dalla storia e dalla cultura popolare: teatro, ricerca di storia orale, fotografia, musica, multimedialità.

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