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Micaela Esdra sar protagonista, in scena, di 'Alcesti mon amour' da Euripide

Napoli - La rassegna Teatri di Pietra 2010 – Pausilypon, nel meraviglioso sito di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, venerdì 16 luglio 2009, Micaela Esdra in Alcesti mon amour, da Euripide, traduzione di Filippo Amoroso...

La rassegna Teatri di Pietra 2010 - Pausilypon, nel meraviglioso sito di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, ospiterà, venerdì 16 luglio 2009, Micaela Esdra in Alcesti mon amour, da Euripide, traduzione di Filippo Amoroso, nell'adattamento e la regia di Walter Pagliaro.Presentato da Associazione Culturale Gianni Santuccio, l'allestimento si avvale, inoltre, dell'interpretazione di Luigi Ottoni, Diego Florio, Marina Locchi. Le musiche sono a cura di Germano Mazzocchetti, i costumi e le maschere di Giuseppe Andolfo.
Il lavoro sui classici è sorprendente perché consente di sviluppare tesi e percorsi densi di stimoli e prospettive interpretative inconsuete. La tragedia antica si presta particolarmente a suggerire un approccio sperimentale, che si giova di contributi drammaturgici contemporanei.Fra i miti greci, la leggenda di Alcesti e Admeto è una di quelle che contiene più elementi fiabeschi. Essa rappresenta una fase di transizione dalla fiaba popolare al mito letterario, che si presti a una rielaborazione colta.
Emblema della donna ideale nella Grecia del V secolo, Alcesti è la sposa fedele e la madre affettuosa che, sopraffatta dalla passione, è disposta a sacrificare la propria vita per salvare quella del marito. Vede spegnersi la sua esistenza nel fiore della giovinezza, e si offre alla morte senza lacrime e senza afflizione, non rimpiangendo il passato e non rimproverando Admeto dell'egoistico patto con Apollo.
Nell'"Alcesti" Euripide riesce a creare un mondo femminile idealizzato, dove la donna diventa eroina di fronte alla morte. Alcesti cede alla debolezza del marito, e con uno sconvolgente atto di fermezza, non indugia a sacrificare la propria gioia per il bene dell'uomo.
"Il nostro spettacolo - sottolinea il regista - sarà imperniato su quattro attori: due interpreteranno il Coro e gli altri due si occuperanno di tutti i personaggi. Due attori, come nella più remota rappresentazione di Alcesti, si assumeranno l'intero dramatis personae: un attore reciterà Thanatos, Admeto e il Servo; l'altro Apollo, l'Ancella, Alcesti, Eracle e Ferete".

Maschere inquietanti, come teste di Picasso, suggeriranno l'alternarsi di uomini e donne, che si raccontano quella leggenda arcaica in cui verità e inganno si confondono continuamente. A scontrarsi, però, saranno sempre loro due, marito e moglie, sconvolti nell'ebbrezza di amore e morte.
La vicenda di Alcesti si risolve, come in una favola, con il classico lieto fine, in cui il bene trionfa su un destino che in questo caso tanto malvagio non è, dimostrando come l'ostinata volontà di una donna possa riuscire a commuovere anche la fredda morte.

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