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I Vinti di Salvatore Maria Sergio: non solo casi giuridici, ma personae

Napoli - Sala Leopardi. Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Palazzo Reale. Un silenzio tombale, una sacralità diffusa, e trentaquattro opere, dipinti ad olio o acrilici, ognuna con un volto diverso, dietro cui si cela un caso giuridico...

Sala Leopardi. Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Palazzo Reale. Un silenzio tombale, una sacralità diffusa, e trentaquattro opere, dipinti ad olio o acrilici, ognuna con un volto diverso, dietro cui si cela un caso giuridico. "Personae. Il volto dei vinti": non una mostra d'arte qualsiasi, quella di Salvatore Maria Sergio, noto avvocato penalista e cofondatore nonché Segretario generale dell'Unione delle Camere penali Italiane, ma un voler dare spazio a coloro che, non solo nelle aule di un tribunale, ma nella vita di tutti i giorni, fanno i conti con una realtà spesso dura da accettare: il giudizio della società. Sono loro i veri protagonisti di questa mostra, anche se non hanno luogo né tempo, anche se non sono riconoscibili, grazie alla mano sapiente dell'artista, che non ama semplicemente ritrarli, ma dare ad ognuno di essi corpo con colori e tratti di chi, in quei volti, riscopre l'umanità. E' per questo che quegli occhi hanno un'espressività che tocca l'animo umano. Non è lo stesso sguardo dell' "Autoritratto", opera alla quale si sente maggiormente legato l'artista, in cui negli occhi vi è ancora la luce di chi non è stato invecchiato dalle tante tragedie umane a cui ha assistito. In esso si legge la capacità di un uomo che è saputo andare oltre alla sua professione: per lui non sono accusati, indagati, giudicati o condannati, ma semplicemente uomini e donne: persone senza speranza, fragili, impotenti, deboli. E' la lungimiranza di un uomo che "vuole essere libero, non al servizio dei clienti" - come dichiara in un'intervista.
Salvatore Maria Sergio, che inizia quasi per gioco la sua carriera artistica negli anni Cinquanta, partecipando a numerose collettive sia nazionali che internazionali ed ottenendo nel 1972 il premio "Figurazioni e Tendenze". Pittore ed incisore, spiega con semplicità ed eleganza gli strumenti ed i materiali usati, in mostra all'uscita della sala. In tal modo anche il bitume giudaico e il fegato di zolfo, la candela, la lente di ingrandimento, non sono semplici oggetti: ad ognuno di essi è legato un ricordo, un'emozione, un voler fissare, con tecniche diverse, un'esperienza vissuta e da comunicare a terzi.
La forte personalità dell'artista si evince dalla presenza, in sala, di vari vari amici ed estimatori della sua arte, quali: il Primo presidente della Corte d'appello Antonio Buonaiuto e Domenico Falco, Vice Presidente dell'Ordine Giornalisti della Campania, neoeletto all'unanimità per l'impegno profuso e la sua elevata onestà morale ed intellettuale, nonché degli avvocati: Patrizia Antonini, Guido Belmonte, Amerigo e Marcello Crispo, Eugenio Cricrì e Corrado Lanzara (Consiglio Nazionale Forense), Arturo Frojo (Consiglio dell'Ordine Forense), Luigi Iossa, Annamaria Scarpa e Pasquale Valentino. Non meno sentita è stata la presenza del Senatore Antonio Rastrelli e di Antonio Maresca, Sostituto procuratore generale della Repubblica; di vari esponenti nel mondo dell'editoria o della stampa, quali l'editore Tullio Pironti, lo scrittore Enzo Manzoni, il poeta Ettore Capuano, i giornalisti Benedetta De Falco ed Ernesto Filosofo; di maestri d'arte, come Antonio Buhne e Armando De Stefano, al quale Salvatore Maria Sergio ha dedicato una calorosa accoglienza, Giuseppe Antonello Leone e Vincenzo Rizzo, o di critici d'arte, quali Nino D'Antonio e Maurizio Vitiello. Da non dimenticare i professori: l'architetto Enrico Bonifiglio, Aurora Cacòpardo, Carlo del Preite, Umberto Franzese, Tommaso Gambini, Maria Lancuba, Lorella Starita e Guglielmo Wurtzburger nonché Salvatore Maffei, Marina Ricci e Margherita Simonelli, Rosanna Trinchillo.

Un modo per ritrovare, in un luogo ricco di storia come il Palazzo Reale, un confronto tra coloro che vi lasceranno un'impronta significativa.
La mostra, inaugurata il sedici giugno, posta sotto il patronato del Consiglio dll'Ordine Forense di Napoli, del Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, dell'Emeroteca - Biblioteca "V. Tucci" e dell'Associazione Bibliofili & Artisti, è con dovizia di particolari illustrata da Mauro Giancaspro in un catalogo, de "I Quaderni della Biblioteca Nazionale di Napoli" e proseguirà fino al due luglio.

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