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Don Giuseppe Merola riceve all'Aquila il premio Zir d'oro

Marcianise - Il prossimo 17 giugno don Giuseppe Merola, vice parroco della SS. Annunziata in Marcianise, riceverà all'Aquila il premio Zirè d'oro per il suo saggio biografico dal titolo: Angelo Narducci e "Avvenire". Storia di un giornalista...

Il prossimo 17 giugno don Giuseppe Merola, vice parroco della SS. Annunziata in Marcianise, riceverà all'Aquila il premio Zirè d'oro per il suo saggio biografico dal titolo: Angelo Narducci e "Avvenire". Storia di un giornalista, poeta, politico con l'ansia di essere cristiano (Aracne, 2009). Il libro, presentato a Roma, nella sede della Radio Vaticana, il 27 gennaio e a Marcianise, nell'ambito dell'iniziativa "Festa del libro.parliamone" l'8 aprile scorsi, racconta la vita del giornalista nato all'Aquila il 17 agosto 1930, fondatore e poi direttore dal 1969 al 1980, del quotidiano dei vescovi italiani "Avvenire". Che fu anche deputato al Parlamento europeo (1979-1984), intellettuale cristianamente impegnato, uomo di cultura e sensibile poeta. Morto prematuramente il 10 maggio 1984.Lo Zirè d'oro, indetto dall'Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia a partire dal 2000, è dedicato proprio ad Angelo Narducci e assegna ogni anno: il premio nazionale di poesia e narrativa in lingua; il premio interregionale di poesia e di narrativa dialettale; il premio per la canzone popolare aquilana; il premio nazionale di giornalismo; il premio per la critica letteraria; il premio ai personaggi dell'anno. L'edizione 2009 benché dovesse essere anche l'occasione per ricordare il venticinquesimo dalla scomparsa di Narducci, a causa del terremoto, non si tenne. Quella ricorrenza sarà allora celebrata quest'anno, la sera del 16 presso l'Auditorium della Carispaq, all'Aquila, con un Convegno che vedrà al tavolo dei relatori: il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il sottosegretario alle comunicazioni sociali del Vaticano Angelo Scelzo, il presidente della giuria del Premio Angelo Paoluzi, il direttore della Libreria Editrice Vaticana don Giuseppe Costa e don Giuseppe Merola. La sera successiva, ci sarà quindi la cerimonia di consegna dei premi.
Il saggio che ha fatto guadagnare a don Merola prima l'essere invitato al convegno celebrativo come biografo ufficiale di Narducci e poi lo Zirè d'oro ha, oltre a quello ormai raro di una ampia e rigorosa documentazione, il pregio di non limitarsi alla biografia individuale (impresa già questa molto impegnativa) ma di collocare la figura del protagonista sullo sfondo delle vicende della stampa cattolica, nonché, e più in generale, di un paesaggio italiano ribollente che comprende, tra l'altro, le dolorose lacerazioni all'interno del mondo cattolico, la contestazione studentesca, le battaglie sull'aborto, la nascita del terrorismo e il rapimento di Aldo Moro, sino alla crisi di quel sistema politico di cui Narducci fu interprete attentissimo, appassionatissimo e lungimirante.

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