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Festa di San Giuseppe Artigiano con il pensiero rivolto ai tanti giovani senza lavoro

Mondragone - La Festa di San Giuseppe Artigiano che si celebra da 25 anni nella Chiesa dei Padri Passionisti di Mondragone in occasione delle nozze d'argento di questa speciale festa religiosa avrà uno speciale pensiero rivolto ai tanti giovani...

La Festa di San Giuseppe Artigiano che si celebra da 25 anni nella Chiesa dei Padri Passionisti di Mondragone in occasione delle nozze d'argento di questa speciale festa religiosa avrà uno speciale pensiero rivolto ai tanti giovani senza lavoro del territorio. E saranno i giovani al centro della giornata di Festa del Primo Maggio nella Chiesa dei Passionisti con la presenza del Vescovo della Diocesi di Sessa Aurunca, monsignor Antonio Napoletano, che amministrerà la Cresima a circa 40 giovani della comunità parrocchiale, durante la messa delle ore 11.00 del primo maggio. Un momento imporante dell'intero periodo di festeggiamenti organizzati dai religiosi passionisti che guidano la Parrocchia San Giuseppe Artigiano dal 1964, istituita dal compianto monsignor Vittorio Maria Costantini presso la struttura conventuale dei figli spirituali di San Paolo della Croce. La prima festa esterna in onore di San Giuseppe Artigiano venne celebrata nel 1986,quando era parroco padre Enrico Cerullo, Superiore padre Emilio Vicini, di v.m. e padre Antonio Rungi, Vice-superiore e da allora la devozione verso il Santo Patrono dei Lavoratori è andata crescendo, parimenti alla festa esterna e civile che nei giorni del 30 aprile e 1 maggio richiama moltissimi fedeli della città e del territorio per partecipare alle celebrazioni liturgiche e alle manisfestazioni civili e ricreative. In particolare, la solenne processione che si svolge per le principali vie della parrocchia che si snoda nella zona mare di Mondragone e che è divisa in due parti dalla Statale Domiziana che attraversa la zona lido della città domizia. La bellissima statua in ligneo, opera di artisti di Ortisei, è del 1988, e fu realizzata su progetto di padre Sebastiano Cerrone che ne fu il committente. In questa zona i passionisti operano dal 1955 con una loro casa religiosa che nel corso di 55 anni ha svolto varie funzioni sociali ed umanitarie: Collegio per i bambini poveri del territorio dal 1962 al 1983, scuola pubblica elementare e superiore dal 1983 al 2006, Centro assistenza per bambini in difficoltà dal 2006 al oggi, affidato alla gestione dei responsabili del Centro Laila. Fu infatti padre Antonio Rungi, durante il quadriennio di superiore provinciale, 2003-2007, con il permesso del Superiore Generale, padre Ottaviano d'Egidio, a destinare questa struttura, ormai lasciata dalla scuola statale, e troppo grande per le esigenze della parrocchia, a destinarla per un nobile scopo, quello di accogliere i bambini. Scopo con il quale sorse questa struttura negli anni 60, soprattutto per diretto interessamento di padre Emilio Vicini, che realizzò buona parte dell'opera del Convitto, dopo i lavori di padre Luca Viola e padre Sebastiano Cerrone. Dalla nascita a tutt'oggi la struttura dei passionisti è stata sempre impegnata per scopi sociali e per le esigenze reali del territorio, assolvendo in pieno alla missione dei passionisti che è quella di essere vicino a quanti soffrono nel corpo e nello spirito. E i bambini orfani, abbandonati, extra-comunitari, poveri e bisognosi delle cure sono nel cuore e nella pastorale dei Passionisti e soprattutto sono nel cuore del Padre Putativo di Gesù, San Giuseppe Artigiano, al quale è dedicata la Struttura Conventuale. Qui infatti sono accolti quotidianamente circa 40 bambini soprattutto di colore, appartenenti alle famiglie di immigrati che risiedono lungo il litorale domiziano, soprattutto nei Comuni di Mondragone e Castel Volturno. La festa in onore di San Giuseppe Artigiano attraverso l'opera incisiva dei passionisti ha assunto un ruolo molto importante da un punto di vista spirituale, associativo e ricreativo, trattandosi dell'unica festa religiosa e civile che si svolge in questa zona di transito e di passaggio di Mondragone. La parrocchia infatti è molto frequentata dai turisti e villeggianti o da passeggeri in transito sulla Statale Domiziana e che trovano in questa picccola, ma artistica chiesa, un riferimento spirituale, pastorale ed umanitario nel loro viaggiare verso il nord o il sud della Campania. Evidente quindi che la festa sia anche una valida occasione per richiamare nei due giorni di festa tantissime persone anche per condividere nella fraternità momenti di sano divertimento e di reciproca accoglienza. Ora più che mai, la struttura dei Passionisti può dirsi a servizio degli ultimi, soprattutto dei bambini di colore, immigrati: un vero paradiso africano in terra italiana e mondragonese in particolare. La festa è stata preceduta da un triduo di preparazione e predicazione tenuta da padre Mario Corvino, religioso passionista della comunità di Itri (Lt). La comunità passionista di Mondragone è composta oggi da 4 sacerdoti: padre Lugi Donati, superiore-parroco; padre Antonio Rungi, Vice-superiore, professore, ex-Superiore provinciale; padre Sebastiano Cerrone, confessore, ex-superiore provinciale negli anni 59-68 e da allora sempre membro di questa comunità, con la veneranda età di 90 anni il prossimo 16 novembre 2010; padre Giuseppe Polselli, missionario. La parrocchia conta circa 3000 abitanti durante il periodo ordinario; triplica in presenze durante il periodo estivo con i villeggianti stabili ed itineranti. La parrocchia infatti è molto frequentata dai passanti. Sabato 1 maggio e domenica 2 maggio si svolgerà la sagra delle fave con pecorino, con inizio alle ore 20.00. Accoglienza nei limiti del possibile nel giardino di proprietà dei passionisti condiviso con il Centro Laila ospitato in questa struttura, diventa la casa dei bambini e dei giovani da 55 anni anni. La festa è resa possibile anche per l'impegno di un apposito comitato che organizza l'aspetto esterno della festa.

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