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La Trilogia degli Antenati di Italo Calvino in replica al Teatro Civico 14

Caserta - L'incredibile storia di un barone, un visconte e un cavaliere replicherà straordinariamente al Teatro Civico 14 sabato 24 aprile alle ore 21.00. Dopo il successo delle tre repliche precedenti la piéce, liberamente ispirata a La Trilogia...

L'incredibile storia di un barone, un visconte e un cavaliere replicherà straordinariamente al Teatro Civico 14 sabato 24 aprile alle ore 21.00. Dopo il successo delle tre repliche precedenti la piéce, liberamente ispirata a La Trilogia degli Antenati di Italo Calvino e portata in scena da Rosario Lerro, con l'interpretazione di Max Granatello, Ilaria Delli Paoli e Antimo Navarra, torna sul palco di vicolo Della Ratta. Le luci e le foto di scena sono di Marco Ghidelli, le scenografie di Antonio Bonocore, mentre i costumi sono curati da Alina Lombardi. La colonna sonora originale dello spettacolo è stata creata da Criminale e Mr Draghen

Una foresta incantata, fatta di libri, rami, ombre, è il mondo fantastico nel quale avviene l'educazione sentimentale di una fanciulla, che conosce gli uomini incontrando i personaggi creati da Calvino ne La Trilogia degli Antenati. Il Barone Rampante, che vive sugli alberi per ribellarsi alla sua famiglia, è la scoperta dell'altro, l'amore di due fanciulli che vivono sognando un mondo migliore. Il visconte dimezzato, diviso in due metà da una palla di cannone, è l'incontro con i rapporti umani nella loro complessità: è l'incontro/scontro, la conoscenza del bene e del male, l'amore che non riesce a fare a meno degli eccessi. E infine il Cavaliere Inesistente, l'uomo che non è uomo, un'armatura vuota tenuta in piedi dalla sola forza di volontà, per questo perfetto agli occhi della fanciulla, è la delusione, l'amore non corrisposto.
"Una storia divertente, una favola moderna e significativa, 'un'indagine' sul mondo contemporaneo. Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tagliati in due, costretti alla ribellione, o addirittura sentiamo di non essere riconosciuti, di non 'esserci'. Tutti realizziamo una parte di noi stessi, e non l'altra" è quanto afferma Rosario Lerro al riguardo della pièce da lui diretta.

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