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TeatrInGestazione in anteprima al Teatro Civico 14: Mamma! Sontanto felice'

Caserta - Anna Gesualdi e Giovanni Trono presenteranno in anteprima nazionale al Teatro Civico 14, Mamma! Sontanto felice, ultima creazione di TeatrInGestAzione. La regia della pièce, in scena sabato 20 marzo alle ore 21.00 e domenica 21 marzo...

Anna Gesualdi e Giovanni Trono presenteranno in anteprima nazionale al Teatro Civico 14, Mamma! Sontanto felice, ultima creazione di TeatrInGestAzione. La regia della pièce, in scena sabato 20 marzo alle ore 21.00 e domenica 21 marzo alle ore 19.00, è firmata dagli stessi fondatori del collettivo che nello stesso finesettimana, a partire da giovedì 19, terranno un importante appuntamento di formazione della durata di tre giorni nella sala di vicolo Della Ratta.

Mamma! Sontanto felice è un viaggio all'interno dell'animo umano e dell'individualismo che su di esso impera. Una riflessione che prende spunto da un capolavoro del teatro surreale quale Victor ou les enfants au pouvoir, di R. Vitrac, che racconta della ribellione inconsulta e autodistruttiva del giovanissimo Victor al contesto corrotto e malsano che lo circonda. Oggetto della pièce è il profondo infantilismo imperante, sbagliato non perché immorale, ma perché inefficace. Una critica anche al sistema mondo così com'è, che ha portato ad una logica del profitto personale che non conduce alla piena soddisfazione dei bisogni, bensì ad uno spasmodico, e piuttosto disperato, accrescimento del sé attraverso il consumo. Un sistema che tramuta l'impulso a combattere per il proprio spazio, in un meccanismo perverso di esaudimento delle aspettative e del commercio di se stessi. Trasformazione paradossale che porta alla perdita del desiderio di proporre un'iniziativa nuova, dell'audacia necessaria tracciare il proprio destino, alla perdita di un'indispensabile fonte di entusiasmo, gioia ed energia. Privazione che tramuta l'azione della persona in un umiliante corteggiamento/compiacimento dei vecchi nella speranza che elemosinino la loro eredità, piuttosto che dedicare il proprio tempo, la propria azione, ad edificare una realtà del futuro che assomigli a quella desiderata da ogni singolo individuo.
"In questo senso - afferma Loredana Mesiti, drammaturga di TeatrInGestAzione - la voce critica della nostra riflessione intende rivolgersi all'adulto che abita il nostro spettatore e parlare anche al 'bambino' che è stato, per ricordargli, semplicemente, il piacere inebriante della possibilità, che non lascia limitarsi dalla logica del calcolo, della fantasticheria, che non si supponga destinata a rimanere tale. Il piacere inebriante del mettersi radicalmente in gioco. Come se volessimo dirgli che la possibilità di attingere a questo piacere, resta sempre aperta. L'insegnamento dei surrealisti a questo proposito è illuminante : non c'è rivoluzione possibile, secondo loro, senza in primo luogo la battaglia per la difesa della proprio spazio di immaginazione. Non c'è libertà politica, senza libertà poetica, cioè senza la libertà di sognare senza pudore e di credere alla assoluta con divisibilità e praticabilità del proprio sogno".

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