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Biagio Izzo con lo spettacolo Un t per tre al Comunale

Caserta - Ancora un appuntamento per la rassegna dei comici Non ci resta che ridere al Teatro Comunale di Caserta con Biagio Izzo da martedì 16 a domenica 21 marzo, nello spettacolo "Un tè per tre", la divertentissima commedia scritta a quattro...

Ancora un appuntamento per la rassegna dei comici Non ci resta che ridere al Teatro Comunale di Caserta con Biagio Izzo da martedì 16 a domenica 21 marzo, nello spettacolo "Un tè per tre", la divertentissima commedia scritta a quattro mani dallo stesso Izzo con Bruno Tabacchini. Le musiche sono di Paolo Belli, la regia di Claudio Insegno.

Note dell'autore
Una storia di amicizia e sentimenti, tradimenti e ripensamenti. Accadde tutto trent'anni fa. Due amici avevano giocato una schedina al totocalcio, in società; una cosa alla buona, come si faceva una volta, per il gusto di stare insieme la domenica davanti alla radio ascoltando i risultati del campionato di calcio. Mai avrebbero messo in conto, i due, l'ipotesi d'indovinare tredici risultati tutti di fila sulla stessa colonna. Quella volta però accadde l'inverosimile. Con un montepremi record di trentaquattromiliardi, quattrocentosettantacinque milioni, ottocentocinquantaduemila e quattrocentonovantadue lire, venne registrata anche la vincita più alta in assoluto nella storia del Totocalcio. Una schedina con un 13 e cinque 12 regalava ai suoi possessori 5.549.756.245 lire. Una cifra spaventosa! Uno dei due amici non resse all'emozione: colto da infarto ci rimase sul colpo. L'occasione fa l'uomo ladro, si dice; così il superstite incassò l'intera vincita per una somma spropositata a quei tempi (anche oggi mica male) che lo iscrisse a pieno titolo nel club dei miliardari, precipitandolo senza scampo nel girone dei dannati a vita. Se il totocalcio gli aveva regalato fortuna e successo, il rimorso, verme roditore della coscienza, lo aveva trascinato nell'abisso dei sensi di colpa. In preda alla disperazione, "La pena più grande è portare sul cuore, giorno e notte, il testimone delle proprie colpe" il miliardario,(oggi milionario) decide dopo trent'anni di restituire la somma sottratta, calcolando chiaramente gl'interessi maturati negli anni. In cambio dell'ammontare di circa tre milioni di euro, all'unico erede dell'amico tragicamente scomparso, non chiede altro che il perdono. Il perdono per 3 milioni di euro? Si potrebbe anche fare, se non ci fossero una serie di colpi di scena che complicano la storia.

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