menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
20100104095119_eric

20100104095119_eric

Programmazione ed eventi Cineclub Vittoria Filmhouse

Casagiove - Da Martedì 5 gennaio a Giovedì 7 gennaio A CHRISTMAS CAROL di Robert Zemeckis - solo ore 16.00 da Martedì 5 gennaio a Giovedì 7 gennaio IL MIO AMICO ERIC di Ken Loach - ore 18.30 - 21.15 da Venerdì 8 gennaio a Lunedì 11 gennaio...

Da Martedì 5 gennaio a Giovedì 7 gennaio A CHRISTMAS CAROL di Robert Zemeckis - solo ore 16.00
da Martedì 5 gennaio a Giovedì 7 gennaio IL MIO AMICO ERIC di Ken Loach - ore 18.30 - 21.15
da Venerdì 8 gennaio a Lunedì 11 gennaio BROTHERS di Jim Sheridan - ore 16.00 - 18.30 - 21.15 da Martedì 12 gennaio a Mercoledì 13 gennaio LA PRIMA LINEA di Renato De Maria - ore 16.00 - 18.30 - 21.15
solo Giovedì 14 gennaio GOOD MORNING AMAN di Claudio Noce - ore 16.00 - 18.30 - 21.15
Martedì 5 alle 17.30 il Cineclub Vittoria Filmhouse sarà presente anche all'inaugurazione della MOSTRA-EVENTO POST CELEBRATIVA DEL FUTURISMO con un intervento curato da Antonella Della Ragione ( 5-10 gennaio - ex Casa del Fascio di Caserta - a cura dell'Ordine degli Architetti di Caserta e di Italia Nostra Onlus)

A CHRISTMAS CAROL
Un film di Robert Zemeckis. Con Jim Carrey, Robin Wright Penn, Gary Oldman, Colin Firth, Cary Elwes. Fantastico, Ratings: Kids, durata 90 min. - USA 2009.Il vecchio e avaro strozzino Ebenezer Scrooge non ha alcuna intenzione di condividere le gioie del Natale. Né con il nipote Fred né con il suo dipendente Bob, che riceve uno stipendio da fame e ha una famiglia numerosa, né tantomeno con chi gli chiede sottoscrizioni in favore dei più diseredati. Per lui il Natale è solo un giorno in cui deve pagare Bob che resterà però a casa. La notte della vigilia compare però, terrorizzandolo, il fantasma del suo socio in affari Marley, morto sette anni prima. Marley gli annuncia l'arrivo di tre Spiriti. Uno gli mostrerà i suoi Natali passati, uno quello presente e l'ultimo quello futuro in cui lui sarà morto e nessuno avrà un buon ricordo della sua esistenza. La lezione gli servirà.Utilizzando il Performance capture (una tecnologia che permette di riprendere gli attori con cineprese computerizzate che spaziano a 360° gradi per poi trasformarli in personaggi da animazione) Zemeckis avrebbe potuto prendersi tutte le libertà. Invece si è attenuto con grande fedeltà al testo quasi che, appunto, vi riscontrasse una grande attualità che non abbisognava di adattamenti. Gli Scrooge non mancano nel mondo odierno (anche se magari vanno in palestra e sono eternamente abbronzati) e avrebbero anch'essi bisogno di uno sguardo retrospettivo unito a uno verso il futuro destinati a far loro percepire la fragilità dell'esistenza umana. Zemeckis coglie il profondo senso morale dell'opera di Dickens e non ne attenua i toni. Ne nasce quindi un film non adatto ai più piccoli (le scene con Marley e con lo Spirito dei Natali Futuri sono degne di un horror di classe, per di più in tre dimensioni). E' però capace di far riflettere con efficacia non tanto su una visione edulcorata del Natale quanto piuttosto sul senso che la vita di ognuno (credente o non credente che sia, considerata la non leggera considerazione sugli uomini di chiesa pronunciata dal quasi mitologico Spirito del Natale Presente) può assumere su questa terra.

IL MIO AMICO ERIC
Un film di Ken Loach. Con Eric Cantona, Steve Evets, John Henshaw, Stephanie Bishop, Lucy-Jo Hudson. Titolo originale Looking for Eric. Commedia, durata 116 min. - Gran Bretagna, Italia, Francia, Belgio 2009.
Un impiegato delle Poste britanniche vede la sua vita andare sempre peggio. Ha lasciato da trent'anni Lily, suo unico e vero amore. Ora vive con i due figliastri lasciatigli da una donna che non c'è e con uno dei quali ha un pessimo rapporto. Eric, che cerca di non ricordare il passato, ha un solo rifugio in cui cercare un po' di consolazione: il tifo per il Manchester e la venerazione per quello che nel passato è stato il suo più grande campione, Eric Cantona. Ora però Eric ha un nuovo e per lui non secondario problema: la figlia che aveva abbandonato ancora in fasce, ma che non ha mai avuto un cattivo rapporto con lui, gli chiede il favore di occuparsi per un'ora al giorno della bambina che ha avuto, in modo da poter completare in pochi mesi gli studi. Sarà però necessario che Eric si faccia consegnare la neonata da Lily che non ha voluto piu' incontrare dal lontano passato. Qualcuno giunge in suo soccorso in modo inatteso e concretamente irreale: il suo idolo: Eric Cantona. Il problema da affrontare non sarà però purtroppo solo questo. Ken Loach ha realizzato il film della sua assoluta maturità. Sinora ci aveva regalato delle opere che restano nella storia del cinema tout court e in quella dell'impegno a favore dei meno favoriti nelle nostre società. Lo stile era rigoroso, partecipe, con qualche inserto comico ma con una dominante drammatica. In questa occasione riesce a realizzare una perfetta osmosi tra la commedia e il dramma. Arriva anche a fare di più gestendo l'apparizione onirica della star Cantona in un equilibrio perfetto tra ironia, astrazione e (perchè no?) commozione. Eric Cantona è una leggenda per il calcio internazionale e per i tifosi del Manchester in particolare. Loach è un appassionato di calcio (straordinaria la replica alla domanda 'impegnata' di una collega in conferenza stampa: "Non vado alle partite per fare dei trattati antropologici ma per vedere la mia squadra vincere") e riesce a rileggere, grazie ancora una volta a una sceneggiatura più che mai calibrata di Paul Laverty, il mito calcistico facendolo interagire con le problematiche del piccolo Eric impiegato alle Poste. Ne nasce una storia d'amore, un film sulla possibile positività dei miti nonchè (ed era l'impresa più difficile di questi tempi) su una solidarietà ancora possibile. Solo lui e pochissimi altri possono riuscire a regalarci una commedia/dramma con happy end in cui realtà e immaginazione si alleano escludendo la retorica.

BROTHERS

Un film di Jim Sheridan. Con Natalie Portman, Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal, Bailee Madison, Taylor Geare. Drammatico, durata 108 min. - USA 2009.
Sam Cahill è un ufficiale in partenza per la sua quarta missione in Afghanistan. Posato e responsabile, è sposato con Grace, ex cheerleader del liceo, ed è padre di due adorabili bambine. Campione nella vita ed eroe in guerra, Sam è il figlio prediletto di Hank, padre suscettibile e veterano del Vietnam legato in seconde nozze con Elsie. I rancori e le frustrazioni del padre ricadono immancabilmente su Tommy, figlio minore e trascurato che ha dissipato il suo potenziale nei boccali di birra e nelle celle delle prigioni. La presunta morte di Sam al fronte costringe Tommy a rivedere e organizzare la sua vita. Deciso a prendersi cura di Grace e delle nipotine, finirà per innamorarsi di lei e per desiderare di appartenere finalmente a qualcuno. Il ritorno improvviso di Sam, sopravvissuto a un incidente e alla prigionia, sconvolgerà gli equilibri familiari costringendo i due fratelli a un confronto diretto. "Traduzione" americana del film danese di Susanne Bier (Non desiderare la donna d'altri), Brothers ricalca il dramma scandinavo e lo rilancia, concentrandosi sulla lacerazione degli affetti e delle emozioni determinate dalla guerra nel tessuto sociale e comunitario americano. Il film di Jim Sheridan contribuisce a rinnovare un sottogenere, il melodramma del reinserimento, costruendo il racconto sul ritorno a casa di un reduce. Ispirato da illustri precedenti, da I migliori anni della nostra vita a C'è sempre un domani, dal Cacciatore a Nato il quattro luglio, Brothers riversa l'esperienza bellica in una struttura di genere riconoscibile come il melodramma. A Tobey Maguire, dolorosamente credibile e allucinato, spetta il ruolo del fratello maggiore e del reduce squilibrato a un passo dal suicidio. Il trauma subito durante la prigionia e le torture inflitte dai talebani scatenano nel capitano Cahill psicosi illogiche, l'uomo è ossessionato dal tradimento mai consumato della moglie e del fratello minore, che finiranno per alterare, fino a comprometterlo, l'equilibrio domestico. Dopo l'undici settembre tra fronte e patria pare non esserci più un confine e così Sheridan esporta nel mondo civile le esperienze e l'orrore della guerra, combinandole con la meccanica dell'amore, con la fisicità inesprimibile, con gli ingranaggi legati alla sua impossibilità e alla sua irrealizzabilità. Jake Gyllenhaal è il fratello rimasto, quello mai partito e quello "innamorato" della moglie e della vita di un soldato precipitato da un Black Hawk e (ab)battuto dalla logica della guerra e dalla sua fredda follia. Separato da un prima (l'età dell'innocenza) e un dopo (la perdita dell'innocenza) Brothers, come i personaggi di Gyllenhaal e della Portman, si fa carico dello stato confusionale del reduce, preparato per uccidere in guerra e impreparato alla pacifica vita civile. L'introverso homecoming di Sheridan si interrompe dentro un abbraccio che ha lo scopo di restituire l'eroe alla società e alla propria consorte, contro la Legge del Padre: il reduce del Vietnam di Sam Shepard. Prossimo a quello di Tommy Lee Jones, il genitore di Shepard si affaccerà sulla valle di Elah e prenderà coscienza della sciaguratezza politica del proprio Paese e dei disordini della personalità inflitti ai propri figli. Maguire, Gyllenhaal e Portman, nonostante l'influenza del fuori e l'invadenza di un mondo del quale vorrebbero fare a meno, sono i corpi in cui l'amore si riflette, si esplica e si mette in crisi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Bambina positiva, in quarantena compagni e 6 insegnanti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento