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Sold out al Gesualdo per il duo Ranieri e Abbagnato in 'Polvere di Bagdad'

Avellino - Dopo il debutto in prima assoluta al Teatro Piccolo Arsenale a Venezia, di ieri sera, approderà direttamente al Teatro Carlo Gesualdo il nuovo spettacolo di Maurizio Scaparro "Polvere di Bagdad". Sold out ai botteghini di piazza...

Dopo il debutto in prima assoluta al Teatro Piccolo Arsenale a Venezia, di ieri sera, approderà direttamente al Teatro Carlo Gesualdo il nuovo spettacolo di Maurizio Scaparro "Polvere di Bagdad". Sold out ai botteghini di piazza Castello per l'attesissimo spettacolo con Massimo Ranieri ed Eleonora Abbagnato, in programma per domani sera, sabato 7 alle 21, e domenica 8 novembre, alle 18,30. Un nuovo graditissimo ritorno quello di Ranieri al Gesualdo, affezionata special guest del Massimo Irpino nelle sue ormai apprezzatissime otto stagioni. Dopo il concerto spettacolo di Fiorella Mannoia sarà ancora Grande Teatro al Comunale di Piazza Castello, tra parola, musica e danza.
Una rivisitazione de "Le Mille e una notte", che lo stesso regista ha rielaborato assieme al poeta Adonis, con l'aiuto del giornalista Massimo Nava che ha vissuto nella capitale irachena durante l'ultimo conflitto. Protagonista sarà Massimo Ranieri, una sorta di cantastorie che dal passato si ritroverà tra le macerie della culla della civiltà antica. Accanto a lui la prima ballerina dell'Opera di Parigi Eleonora Abbagnato, che smette le scarpe con la punta per danzare le coreografie moderne di Adriana Borriello. Uno spettacolo sui disastri provocati dalla guerra e sulla possibilità di riscatto della città simbolo della cultura, che ha come protagonista Ranieri e con lui un gruppo di attori e musicisti italiani e del bacino del Mediterraneo. Particolare importanza viene data da Scaparro alla parte musicale dello spettacolo che è curata da Mauro Pagani e che vuole sottolineare come, parallelamente al testo, anche la musica muove oggi affascinanti intrecci di suoni e di ritmi tra la musica dei paesi arabi e quella contemporanea occidentale e del jazz in particolare. Sottolinea Scaparro: "Se oggi chiediamo a un giovane o ad un vecchio che cosa pensano quando sentono la parola Bagdad, a nessuno viene più in mente Sherazade, oppure Simbad, i giardini fioriti e gli straordinari racconti di un'antica civiltà. Vengono in mente solo le parole guerra e distruzione." A Bagdad la strada dei librai di Bagdad, la Biblioteca Nazionale, il Caffè Chantal ed altri spazi dedicati alla fantasia e alla conoscenza sono stati distrutti dalle bombe. Frammenti e fogli sparsi per l'aria, detriti, eco di spari. Uno degli ultimi cantastorie, un soldato europeo che non sa bene perchè si trova là, un professore, una bella ragazza inconsapevole Sherazade, un suonatore iracheno di liuto arabo sono i protagonisti dello spettacolo con cui Maurizio Scaparro riprende il filo della speranza a Bagdad. "Se oggi chiediamo a un giovane, o ad un vecchio, cosa pensano se pronunciamo la parola Baghdad - ricorda Scaparro - a nessuno viene più in mente Sherazade, oppure Simbad, i giardini fioriti e gli straordinari racconti di un'antica civiltà. In pochi anni le guerre del Golfo hanno cancellato secoli di cultura e di storia che erano parte del nostro bagaglio culturale, anche di noi italiani affacciati su quel mare che da sempre è stato punto di incontro tra Europa e mondo arabo; una perdita che ha creato un solco profondo fra queste due culture che, oggi, sembra non riescano più a dialogare". Da qui parte la riflessione di Scaparro per creare uno spettacolo teatrale, ambientato in una Baghdad dei giorni nostri, dove sono evidenti le tracce delle violenze e delle atrocità della guerra.
Lo spettacolo, diretto da Maurizio Scaparro e che avrà come protagonisa Massimo Ranieri, è il momento conclusivo del lavoro di palcoscenico e delle riflessioni che il direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia ha sviluppato nei mesi scorsi sulla necessità del recupero della parola, sulla affabulazione, sul racconto, sull'oralità che nel Mediterraneo ha avuto la sua esperienza più alta nei racconti de Le Mille e una Notte. Proprio per la naturale commistione del cunto mediterraneo di parola, musica, danza, Scaparro ha voluto nello spettacolo attori, danzatori e musicisti tutti provenienti dal bacino del Mediterraneo fra i quali spicca la presenza di Eleonora Abbagnato, la prima ballerina dell'Opéra di Parigi che, con Adriana Borriello, coreografa dello spettacolo, ha voluto affrontare una particolare sfida artistica legata ai nuovi linguaggi della danza contemporanea; e la partecipazione di Tadayon Pejman, prestigioso suonatore persiano di oud e setar.Il cast comprende anche Fernando Pannullo, Stefano Ambrogi e Ashai Arop, Luca Avagliano, Ugo Bentivegna, Luciano Caloggi, Michele Maione, Claudia Squitieri, Mara Veneziano, Francesco Wolf.

Completano lo spettacolo le musiche originali di Mauro Pagani, i costumi di Santuzza Calì e le scene di Daniele Spisa. Orlando Forioso (che aveva curato con Scaparro il laboratorio veneziano) è l'aiuto regista dello spettacolo."Se potessi oggi dire che cosa mi aspetto - ha sottolineato Scaparro nella conferenza stampa - dal lavoro che, con fatica e passione, stiamo in questi giorni sviluppando, mi piacerebbe ricordare quello che un giornalista ha scritto alla fine del laboratorio veneziano dei mesi scorsi: "Mille e una Favola salvano la vita. Lo ha detto Shaharazade. Mille e una bugia distruggono una civiltà. Lo dice la politica".
"È così che Baghdad da città fiabesca è diventata città tragica (e non solo Baghdad), ricorda ancora Scaparro. Polvere di Baghdad significa anche speranza di potere umanamente, con le nostre povere utopie, provare a cambiare lo stato delle cose. È anche l'utopia necessaria di Adonis, quando scrive: "verrà un tempo tra la cenere e la rosa/ si estinguerà ogni cosa/ rinascerà ogni cosa/ pace alla rosa delle tenebre e della sabbia/ pace a Baghdad."

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