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Rungi: S.Francesco ci insegni a rispettare la natura

Mondragone - "San Francesco ci insegni a rispettare, amare e proteggere la natura. Ogni offesa al creato si ritorce contro l'umanità", è quanto afferma il teologo morale campano, padre Antonio Rungi, in occasione dell'annuale festa del Patrono...

"San Francesco ci insegni a rispettare, amare e proteggere la natura. Ogni offesa al creato si ritorce contro l'umanità", è quanto afferma il teologo morale campano, padre Antonio Rungi, in occasione dell'annuale festa del Patrono d'Italia e patrono dell'ecologia. "Di fronte ai drammi di questi giorni soprattutto nella Sicilia, c'è da domandarsi fino a che punto è solo la forza della natura a determinare le sciagure oppure è l'imprudenza, la superficialità dell'uomo a mettere i presupposti perché la violenza della natura si trasformi in morte e distruzione per l'uomo. Quando non si fa nulla o poco per mettere in sicurezza territori a rischio ove abitano persone, quando si costruisce in zone evidentemente proibite, ove il dissesto idreogelogico è conosciuto e risaputo bisogna aspettarsi i disastri di questi giorni. I cossiddetti disastri annunciati sono evidentemente la presa d'atto dell'incuria dell'uomo e la scarsa attenzione a proteggersi dalla violenza dell'acqua, del terremoto e di quanti altri cataclismi naturali di questi tempi. Le poche risorse -afferma il teologo Rungi- che si investono in questo settore ci devono convincere che non serve più piangere sul latte versato, soprattutto quando questo latte si è versato già più di qualche volta e negli stessi luoghi o far finta di preoccuparsi delle sorti di una popolazione quando c'è emergenza e sofferenza in atto. Come in ogni cosa ci vuole prevenzione, bisogna bandire ogni forma di speculazione, soprattutto edilizia e dove non si può costruire per evidenti problemi idreogeologici non si devono dare concessioni, anzi si devono revocare quelle già date ed abbattere quelle case abitate che sono a rischio di frane, di cedimenti, di problemi di ogni genere. Mi auguro che questa nuova tragedia consumata nel messinese serva davvero a tutti come monito e lezione per evitare altri e più gravi danni all'ambiente e alle persone. San Francesco che è protettore d'Italia e dell'Ecologia illumini quanti hanno il potere decisionale a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. Proteggere la natura è proteggere l'uomo e chi non lo fa si carica di una responsabilità morale davanti a Dio, alla società e alla storia. Stiamo consegnando alle attuali e future generazioni un territorio a richio di ogni genere, perché si ha avuto poca attenzione alla salvaguardia del creato e di tutto quello che deve stare al suo posto e non essere violentato dalle mani dell'uomo avido di ogni cosa".

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