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Al Blu di Prussia la mostra di Cyrille Andr

Napoli - La nuova stagione espositiva de "Al Blu di Prussia", lo spazio multidisciplinare di via Filangieri 42, accanto al cinema omonimo, parte domani, giovedì 24 c.m. con il vernissage della mostra di uno degli artisti francesi più affermati...

La nuova stagione espositiva de "Al Blu di Prussia", lo spazio multidisciplinare di via Filangieri 42, accanto al cinema omonimo, parte domani, giovedì 24 c.m. con il vernissage della mostra di uno degli artisti francesi più affermati, Cyrille André, che presenterà opere diverse: incisioni, sculture in resina e in legno raffiguranti cani e persone, ma anche piccole sculture in alluminio di figure umane in diverse pose che attraggono l'occhio dello spettatore.
La mostra è curata da Giuseppe Mannajuolo (che l'anno scorso restituì alla città e all'arte un marchio storico fondato nel 1943 dallo zio Guido, mecenate e amico degli artisti) e da Elvira Romano, nello spazio di Via Filangieri 42 diretto da Mario Pellegrino. La mostra di André è presentata dalla galleria parigina di Marussa Gravagnuolo e Christine Lahoud, che a marzo 2008 presentò l'esposizione di KlausPinter.
Da qualche anno l'approccio di Cyrille André nei confronti della scultura si contraddistingue dall'attuale panorama artistico francese. Sebbene non lavori esclusivamente il legno, egli ha una predilezione per questo materiale e per il taglio netto, come per uno stile figurativo che precedentemente è stato rivendicato dagli artisti appartenenti al movimento neo-espressionista - e qui penso, in particolare, a Penck e Baselitz, o ad artisti come Joseph Felix Müller, come sottolineailcritico Philippe Cyroulnik. Per il quale, "se da un lato si riscontrano affinità, in termini di intensità drammatica delle figure e della loro monumentalità, Cyrille André non applica la medesima logica totemica degli scultori svizzeri e tedeschi - anche quando lavorano su personaggi "comuni" come Balkhenol. Se ricordano scene, atmosfere e tensioni, le sue sculture "non illustrano": suggerirei piuttosto che esse "incarnano" un sentimento del mondo, una potenza e una presenza. È anche perché non le singolarizza che queste sculture rivelano qualcosa di universale - che potrebbe essere definito "Umanità" - con zone di luce ed ombra. Guardandole si scopre un mondo nel quale la violenza dei rapporti umani è incisa nei corpi e dove gli esseri si pongono come solitarie figure di malinconia. L'umanità di questi giganti porta in sé una latente minaccia di monumentale inumanità. Il fatto è che, anche se le sue sculture sono monumentali, esse intrattengono con noi un'inquietante promiscuità. È attraverso i cambiamenti di scala che i suoi "giganti" danno forma a ciò che non emerge dal corso normale degli eventi: un corpo addormentato in una piega della vita; la disincantata meditazione della rassegnazione; o ancora la violenza di un moderno Cerbero, o la estrema contiguità dell'indolenza e dell'arroganza. Il nostro mondo, alla fine. La forza di queste sculture e la loro abilità di suggerire, o di connotare, ha a che fare con il fatto che c'è qualcosa di anonimo nella loro essenza - una sorta di indeterminazione riguardo la loro identità. Sono come proiezioni delle nostre paure e delle nostre ansie. Sono rappresentazioni delle ferite, vuoti e baratri che ossessionano la nostra vita. Esse ci bloccano e ci costringono ad alzare gli occhi - a prestare attenzione ed a ri-valutare il modo in cui ci rapportiamo al mondo".
André e il suo percorso artistico: all'inizio Cyrille André si concentra sulla pittura. Il suo è un segno brutale, grezzo, incisivo, e presto la tela diventa un limite per la sua materia e per il suo desiderio creativo. Approda cosi' alla scultura, utilizzando numerosi medium: legno, piombo, resina di poliestere, come si avrà modo di ammirare nella sua mostra napoletana, la prima in Italia.Le masse, nelle sue opere, sono volontariamente definite in maniera grossolana, l'arte di André è infatti lontana dai canoni accademici. Si avverte in essa una potenza di gesto ed una sorprendente intensità di forma. Le sue sculture hanno un'identità vaga, ed è probabilmente proprio questo aspetto, in un mondo dove tutto tende ad essere eccessivamente definito e quindi privo di mistero, a renderle cosí affascinanti.

BIOGRAFIA

Cyrille André vive e lavora tra Grenoble e Marsiglia. Diplomato alla Scuola Superiore d'arte di Grenoble, è stato professore di scultura nella stessa accademia. Nel 2004 riceve dalla città di Grenoble la prestigiosa borsa di studio per le arti plastiche.
Nonostante la sua giovane età (è nato a Lione nel 1972) è un artista molto affermato, non solamente nel suo paese natale. Ha infatti esposto in numerose mostre collettive e fiere nel mondo, e ha ottenuto altrettante mostre personali in musei e gallerie di grande prestigio.

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