menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rungi celebra messa per i militari morti a Kabul

Mondragone - Una messa in suffragio dei sei nostri militari morti oggi nell'attentato di Kabul saraà celebrata questa mattina, alle ore 7,30, nella Chiesa delle Suore di Gesù Redentore, Stella Maris di Mondragone. La messa sarà officiata da padre...

Una messa in suffragio dei sei nostri militari morti oggi nell'attentato di Kabul saraà celebrata questa mattina, alle ore 7,30, nella Chiesa delle Suore di Gesù Redentore, Stella Maris di Mondragone. La messa sarà officiata da padre Antonio Rungi, religioso passionista, assistente spirituale delle Suore e teologo morale campano. Sono invitati a partecipare tutti i fedeli e soprattutto i familiari dei militari che hanno i loro figli in missione di pace all'estero e che abitano lungo il litorale domizio. "Sono profondamente addolorato -ha detto padre Rungi- per la morte di questi nostri giovani soldati hanno perso la vita mentre servivano la causa della pace in una terra lontana, lontani dagli affetti dei propri cari e della propria patria, nel prestare un servizio alla comunità internazionale, al fine di portare pace e vita in questo territorio martoriato dell'Afghanistan. In questo luogo ove è difficile ma non impossibile costruire nel tempo la pace auspicata dalla comunità internazionale questi nostri giovani eroi hanno perso la vita, portando nel nostro cuore di italiani, ma soprattutto nel cuore dei propri genitori angoscia, dolore e disperazione. Dopo la strage di Nassiriya, questa nuova terrificante tragedia per noi italiani mette seriamente in discussione la nostra presenza in questi luoghi di missione che tutto sono almeno per i terroristi che luoghi di pace, ma solo di aumento di conflitto e di tensione internazionale. Nel rispetto di quanto deciso dal Parlamento e dagli accordi internazionali, c'è da domandarsi che senso ha continuare la nostra presenza in una nazione ove non si vuole la pace, ma si lotta per la supremazione di un gruppo rispetto ad un altro, di una mentalità rispetta ad altri. Noi dobbiamo andare dove effettivamente c'è necessità ed urgenza di costruire la pace e di ricostruire la società, il vivere civile. Non possiamo mettere a rischio i nostri giovani militari in queste zone ove la pace non entra negli obiettivi di quanti hanno come sistema di pensiero e di vita la distruzione degli altri e la morte fine a se stessa. Siamo addolorati per la perdita di queste giovani vite umane, anche se queste situazioni sono ipoteizzate quando si va come militari in missione all'estero. I nostri giovani sanno del rischio che corrono e se accettano di andare in missione lo fanno spinto dalla particolare vocazione militare e da altre esisgenze personali o familiari. Le missioni estere sono infatti scelte liberamente e volontariamente e i contingenti italiani presenti in varie parti del mondo sono motivo di apprensione continua per le famiglie dei militari e per la nazione intera. Penso che sia il caso di rividedere, dopo questa ulteriore gravissima perdita di nostri militari, la presenza italiana in Afghanistan e in altre nazioni. I nostri militari in Italia hanno tanto da fare per il bene del proprio Paese, visto che stando all'estero in missione di pace sono a rischio della vita e minacciati ovunque si trovano ad operare, mentre in Italia sono amati ed apprezzati per quello che fanno. Il Governo e Parlamento rivedano la nostra presenza nelle missioni di pace soprattutto come l'Afghanistan ove maggiori sono i rischi di attentati e di stragi nei confronti dei nostri militari come si è verificato nuovamente questa mattina a Kabul".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Bambina positiva, in quarantena compagni e 6 insegnanti

social

Un grave lutto colpisce il pizzaiolo Francesco Martucci

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento