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Moscato e Renzi a Benevento Citt Spettacolo

Benevento - Il Teatro Comunale di Benevento ospiterà, domenica 6 e lunedì 7 settembre 2009, alle ore 20.45, l'incandescente e 'folle' parola di Antonin Artaud, tradotta e re-inventata per la scena da Enzo Moscato, con Magnificenza del Terrore...

Il Teatro Comunale di Benevento ospiterà, domenica 6 e lunedì 7 settembre 2009, alle ore 20.45, l'incandescente e 'folle' parola di Antonin Artaud, tradotta e re-inventata per la scena da Enzo Moscato, con Magnificenza del Terrore, omaggio all'autore marsigliese a 60 anni dalla morte,
L'allestimento, presentato da Benevento Città Spettacolo e Compagnia Teatrale Enzo Moscato, evidenzia il coatto solipsismo, monologante e astruso, che, per 60 anni, è stata relegato a teatro, ri-distribuito e ri-affidato, in questa rappresentazione, ad un gruppo di attori-attrici, di varia età ed esperienza.
A una partitura, corale e condivisa, che, pur restando fedele alla carica, violenta e intransigente, della 'malattia', implicita nel contro-discorso di Artaud, s'inserisce, però, un elemento nuovo e attivo.
Un fattore dirompente e modernissimo, soprattutto, linguisticamente ed eticamente, necessario, forse, oggi, alla scena teatrale del nostro Paese.
Alle ore 22.30, il Teatro de Simone sarà palcoscenico ospitante per l'unica rappresentazione dello spettacolo Diario di un pazzo di Nikolaj Gogol, tratto da I racconti di Pietroburgo - Le memorie di un pazzo (traduzione di Pietro Zveteremich, introduzione di Serena Vitale), per la regia di Andrea Renzi.
Gogol è universale, il suo umorismo, il modo in cui con poche pennellate sa cogliere i caratteri valgono sempre. Del personaggio centrale, Propriscin, interpretato da Roberto De Francesco, si evidenziano il provincialismo, l'inadeguatezza che sente verso la grande città e la macchina burocratica che lo schiaccia e insieme lo esclude.

L'allestimento di Renzi è stato "privato" di gran parte dei riferimenti russi e gli è stato dato un accento di provincia italiana, dell'entroterra tra Campania e Lucania e abiti dei primi anni Cinquanta, il periodo in cui in Italia si andava formando una nuova classe impiegatizia pur senza perdere il sapore ottocentesco del testo originale. Propriscin diventa Papaleo: uno che tempera matite e fa commissioni, poco più di un impiegatuccio. La visionarietà è tutta nel personaggio, nella vertigine della sua solitudine e della sua follia.
Nel pomeriggio, alle ore 18.30 presso i Giardini Museo Arcos, Ivan il Terribile da Mikhail Bulgakov dà il via agli appuntamenti con Trent'anni da leggere, un ciclo di letture tratte da nove spettacoli che, nell'arco dei trent'anni, dal 1980 al 2008, sono riusciti a raccontare la storia e l'evoluzione dell'unico Festival a tema d'Italia. Il progetto è a cura di Danila De Lucia. Alle ore 19.00, al Teatro Massimo, si replica Danze e tradizioni dell'antica Cina, con la magia e l'incantevole arte della prestigiosa Accademia Nazionale Danza di Pechino.

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