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Antitrust interviene su affidamento mostra a Scabec

Caserta - "L'Autorità, in seguito ad una denuncia pervenuta dall'associazione Confcultura che riunisce lamaggior parte delle imprese concessionarie italiane dei servizi museali, intende formulare, ai sensidell'art. 21 della legge n. 287/90, alcune...

"L'Autorità, in seguito ad una denuncia pervenuta dall'associazione Confcultura che riunisce lamaggior parte delle imprese concessionarie italiane dei servizi museali, intende formulare, ai sensidell'art. 21 della legge n. 287/90, alcune osservazioni in merito a distorsioni concorrenziali nelmercato della fornitura dei servizi aggiuntivi per musei.In via preliminare, l'Autorità fa presente che i servizi aggiuntivi alla fruizione di un museo o di unsito culturale sono i servizi di accoglienza e ospitalità degli utenti, quali il servizio di caffetteria,di accompagnamento e guida, di ristorazione, il bookshop, la promozione e l'organizzazione dieventi. Tali servizi svolgono un ruolo determinante per la valorizzazione del bene culturale.
L'importanza strategica dei servizi aggiuntivi viene riconosciuta, peraltro, come misura per farefronte al contenimento della spesa pubblica destinata ai musei.
Distinti, ma connessi con la fornitura dei servizi aggiuntivi, sono i servizi strumentali alla fruizionedi un museo o sito culturale, quali la pulizia, la manutenzione, la vigilanza, che rappresentanoservizi complementari ai servizi aggiuntivi. Anche il servizio di biglietteria si configura comeservizio strumentale, ma costituisce il perno economico dell'attività museale.
L'offerta dei servizi aggiuntivi in Italia è costituita da diverse tipologie di operatori: così, oltre alleimprese che fanno parte di grandi gruppi editoriali, in ragione dell'importanza dei servizi difornitura dei cataloghi e di bookshop nell'ambito dell'organizzazione e della promozione di mostreo musei (ad esempio, Mondadori), si registra la presenza di imprese con partecipazione di capitalepubblico costituite da enti territoriali (ad esempio Zetema S.p.A., fondata dal Comune di Roma, eSCABEC, costituita dalla Regione Campania), accanto ad imprese anche di dimensioni più ridotteil cui core business è la fornitura dei servizi in questione (così, ad esempio, Civita Servizi, attivaper lo più nei siti del Sud).
La domanda dei servizi aggiuntivi per la valorizzazione dei beni museali e dei siti culturali ingenere proviene quasi esclusivamente da soggetti pubblici, quali le Sopraintendenze regionali,articolazioni territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali (di seguito, MIBAC), ovverodalle Fondazioni, che gestiscono le collezioni o siti culturali.
L'offerta di tali servizi in Italia si caratterizza, inoltre, per la presenza di numerosi incrociproprietari tra imprese private e imprese a capitale misto pubblico-privato (cfr., ad esempio,SCABEC) e per la modalità di partecipazione alle gare che avviene per lo più in forma associatamediante raggruppamenti temporanei di imprese. Inoltre, occorre notare che la presenza di impresea capitale misto e controllate da enti territoriali nel mercato in questione può implicare, cometalvolta avviene, che tali servizi vengano affidati in assenza di gara. Con riferimento a tale ultimaipotesi, l'Autorità evidenzia che, in taluni casi, gli enti-territoriali concludono con impresecontrollate da un soggetto pubblico (anche coincidente con lo stesso ente territoriale) accordiqualificati di tipo istituzionale sulla base dei quali viene conferito l'incarico di fornire i servizi inquestione. Tale situazione si è verificata, ad esempio, per l'affidamento del servizio di promozionedi una mostra svolta recentemente nel museo della Reggia di Caserta; tale servizio è stato attribuitosenza gara alla società SCABEC, società della Regione Campania, in seguito ad accordi conclusidirettamente tra Regione Campania e SCABEC stessa.Come comunicato dal MIBAC, la società SCABEC è stata scelta dalla Regione Campania, inquanto quest'ultima era "finanziatrice e titolare" dell'evento in questione. Sul punto occorrericordare che SCABEC "Società Campana per i Beni culturali" è stata costituita nel 2003 dallaRegione Campania al fine di "valorizzare il sistema dei Beni e delle Attività Culturali quale fattoredello sviluppo della Regione Campania". Successivamente è divenuta società per azioni a capitalemisto pubblico-privato: il 51% del capitale sociale appartiene alla Regione Campania, mentre il49% appartiene alla società Campania Arte S.r.l., che ricomprende alcune aziende specializzate neidiversi settori della filiera dei beni culturali, dai servizi di accoglienza, alla promozione (tra cuiPierreci soc. coop. S.p.A. e Mondadori, tramite Electa S.p.A. e Elemond, oltre ad altre aziende).SCABEC, in particolare, si occupa dei servizi aggiuntivi di alcuni siti campani, affidati in assenzadi gara. Mentre, in numerosi altri siti campani i servizi aggiuntivi sono forniti da un'ATI formatada Electa Napoli, Civita Servizi e Pierreci (tra cui museo di Capodimonte, San Martino,Sant'Elmo, Archeologico Nazionale, dei Campi Flegrei, etc.).
A fronte di ciò, l'Autorità osserva come la principale preoccupazione concorrenziale concernente ilmercato della fornitura dei servizi aggiuntivi debba essere volta a scongiurare che si creinosituazioni di monopolio o di ingiustificato vantaggio competitivo a favore di imprese che, graziealla proprietà pubblica delle stesse, potrebbero essere avvantaggiate nell'assegnazione dei serviziaggiuntivi in musei e siti anch'essi di proprietà pubblica.Secondo la prospettiva antitrust, invece, dovrebbe essere garantita a tutte le imprese parità dicondizioni di accesso a tale mercato.
Pertanto, dovrebbe essere salvaguardata la concorrenza per l'accesso al mercato dei serviziaggiuntivi, scegliendo i concessionari di tali servizi soltanto mediante gare svolte secondo criteriselettivi trasparenti e non discriminatori nonché con adeguata pubblicizzazione. Ciò anche inassenza degli obblighi di legge che impongono lo svolgimento di gare ad evidenza pubblica.Infatti, soltanto tramite l'applicazione di regole non discriminatorie e trasparenti è possibileselezionare il gestore più efficiente. L'applicazione di tali misure renderebbe possibile, inoltre,l'affermarsi di una concorrenza diffusa che vede operare il più ampio numero possibile di imprese,anche di piccole e medie dimensioni, a vantaggio del benessere collettivo e, quindi, di tutti iconsumatori.
L'Autorità osserva, in secondo luogo, che l'effettività della valorizzazione dei beni museali appareperseguibile attraverso la gestione imprenditoriale dei servizi aggiuntivi; ciò in quanto, in viagenerale, le amministrazioni pubbliche, cui appartengono i beni culturali in questione, nonappaiono dotate degli strumenti e delle risorse per assicurare una gestione economica dei servizi.Del resto, questa è la ragione per cui talvolta gli enti territoriali - così, ad esempio, il Comune diRoma con la società Zetema Progetto Cultura ovvero la Regione Campania con la societàSCABEC - costituiscono imprese aventi forma societaria e controllate dagli stessi enti pubblici,per operare con autonomia e flessibilità in settori di mercato soggetti ad una forteregolamentazione o controllo pubblicistico (quale appunto il settore di beni culturali).
Una diretta gestione pubblica potrebbe essere giustificata soltanto qualora si intenda rendereusufruibile un determinato sito culturale che non sia rilevante sotto il profilo economico (ciò puòaccadere, ad esempio, nei casi in cui vi sia una scarsa affluenza del pubblico).
Se la modalità preferibile appare, dunque, la gestione imprenditoriale dei servizi aggiuntivi affidatamediante procedura competitiva, l'Autorità rileva come a tali operatori dovrebbe essere assegnatoun ruolo attivo nell'individuazione del modello di sviluppo del business per la valorizzazione di unsito o museo.
In taluni casi, più complessi, l'amministrazione aggiudicante potrebbe delineare gli aspettifondamentali del programma di valorizzazione oltre agli obiettivi principali, lasciando tuttavia aglioperatori del settore, anche attraverso lo strumento del concorso di idee, di individuare la scelta piùconveniente per l'amministrazione.
Nello stesso senso anche l'organizzazione di ulteriori eventi o mostre nell'ambito del sito, le scelteafferenti al bookshop o alla caffetteria, nonché lo sviluppo di un merchandising collegato ad undeterminato sito potrebbero essere rimessi a scelte autonome del fornitore, in merito alle quali lapubblica amministrazione potrebbe compiere un controllo.In merito alla questione dell'affidamento integrato dei servizi aggiuntivi, l'Autorità rileva che lascelta tra affidamento in via integrata dei servizi aggiuntivi ovvero affidamento frazionato diciascun servizio aggiuntivo dovrebbe essere rimessa alla valutazione del soggetto concedente che,sulla base delle caratteristiche di ciascun bene e sulle esigenze dell'affidamento dei serviziaggiuntivi, dovrà indicare se l'affidamento dei servizi aggiuntivi dovrà avvenire in modocongiunto o meno.
Nello stesso senso, l'Autorità osserva che spetta al soggetto concedente decidere se affidare, in viaintegrata con quelli aggiuntivi, i servizi strumentali, tra cui ad esempio il servizio di pulizia ovverodi biglietteria.
Con particolare riguardo al servizio di biglietteria, infine, l'Autorità osserva che, nella fruizionedel bene museale, un aspetto determinante è svolto senza dubbio dal servizio di biglietteria inquanto importante strumento di marketing. Per tale ragione, scelte concernenti eventualipromozioni o gratuità, e non solo modalità di acquisto del biglietto ovvero orari di apertura dellebiglietterie, dovrebbero essere condivise tra concedente e concessionario.

Dal punto di vista concorrenziale, l'Autorità osserva che l'affidamento dei servizi aggiuntivi deveessere limitato nel tempo, non può essere tacitamente rinnovato, né prorogato, dovendo inveceavere una durata proporzionale agli investimenti effettuati dal gestore per la valorizzazione delbene.
L'Autorità auspica che vengano tenute in considerazioni le criticità concorrenziali esposte relativealle principali distorsioni concorrenziali rilevate nel mercato della fornitura dei servizi aggiuntiviper musei."

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