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Bilancio della XIV edizione di Ariano Folkfestival

Ariano Irpino - Ci sono casi in cui numeri e qualità negli eventi di spettacolo coincidono, riuscendo nell'impossibile quadratura del cerchio di avere successo evitando standard nazional-popolari e la riproposizione di cliché ormai consunti. E'...

Ci sono casi in cui numeri e qualità negli eventi di spettacolo coincidono, riuscendo nell'impossibile quadratura del cerchio di avere successo evitando standard nazional-popolari e la riproposizione di cliché ormai consunti.
E' questo il caso dell'Ariano Folkfestival che ha chiuso domenica la sua XIV edizione portando a casa un risultato più che positivo.
Il viaggio all'interno della world music, italiana ed internazionale, che l'Associazione Red Sox sta portando avanti con il festival, infatti, può ormai contare sul gradimento di circa 40.000 persone l'anno che, come in questa edizione, si lasciano trasportare per sei sere in lungo ed in largo per l'universo sonoro del pianeta. Un viaggio iniziato con il 18 agosto con l'innovatore della musica balcanica Dj Shantel che ha aperto le danze ed inaugurato un Folkstage dai colori chiari e dall'ispirazione futuribile, quasi a rimarcare che il suono "glocal" è il futuro della musica.
Molte le esclusive nazionali scelte con il consueto "fiuto" dal direttore artistico Francesco Fodarella che, in questo cast per la metà internazionale, ha saputo scegliere artisti capaci di unire originalità e gioia di vivere. Dal balcan-beat di Shantel, al fado dei Deolinda, ai suoni tzigani- rock dei Caravan Passe, alle follie balkan di Robert Soko, alla miscela di elettronica, gipsy, chaabi, dub dei Watcha Clan, al dj-set glocal di Penny Metal, al Messico surreale e sghembo dei Nortec Colletive, al manouche di Dario Pinelli, alla Serbia eclettica dei Shazalakazoo, all'electro-swing dei Caravan Palace, al Mediterraneo di Enrico Capuano con Zulù al "disimpegno folkloristico" dell'Instituto Mexicano del Sonido, alla solar world music di Lord Sassafras, fino al gran finale con Enzo Del Re, cantautore anarchico, sul palco con Vinicio Capossela e la Banda della Posta, questi gli ingredienti della magica pozione musicale che ha tenuto banco in Irpinia in questo scorcio finale di agosto.
Oltre ad una programmazione musicale che ha reso l'AFF un punto di riferimento a livello internazionale per la world music, il segreto del successo di questo festival sta anche nel ricco programma di iniziative collaterali che hanno consentito al visitatore di essere coinvolto durante tutta la giornata e di vivere un soggiorno piacevole in Irpinia.
Innazitutto il Folkintour, il fitto programma di esplorazione turistica che, ormai, è ben più di una "costola" del festival. «Quest'anno - spiega Michele Sasso presidente dei Red Sox curatori dell'AFF - Folkintour è iniziato prima del festival con la visita al santuario di San Liberatore, ha realizzato un ininerario diverso per ogni giornata del festival e andrà avanti in autunno ed inverno. Possiamo dire che il gradimento è stato eccezionale e che molti ci continueranno a seguire anche in seguito. L'impatto della natura e dei sapori irpini, infatti, è fortissimo per chi vive nelle grandi città, l'ospitalità degli arianesi poi fa il resto».

Non minore il gradimento per Cinezone, il cineforum, SonaZone, il dancefloor, FolkArt con le sue mostre e gli happening di street art, VolkCamp il campeggio, il folkbullettino, giornale di bordo dell'AFF. «Il nostro è ormai un pubblico trasversale - spiega Fodarella - per provenienza, età e cultura, vogliamo che viva l'AFF come una esperienza stimolante sotto molti punti di vista, innanzitutto la musica ma non solo quella. Arte, cinema, musica elettronica, sono parte del linguaggio del "villaggio globale" e punto di incontro e confronto tra le persone».
Menzione speciale per SpazioTeatro e SpazioPoesia, due novità assolute, che hanno ampliato gli eventi pomeridiani coinvolgendo esponenti della cultura irpina come Franco Arminio. «Il richiamo degli eventi culturali - commenta Gianfranco Cardinale dei Red Sox - sta diventando sempre più forte, è qualcosa che coinvolge i nostri giovani artisti che hanno modo di mostrare il loro talento e confrontarsi con artisti più affermati come Arminio». In Rete già circolano i primi filmati dell'esibizione di domenica sera in cui un Capossela in grande spolvero ha tirato fuori dal cappello tutte le sue magie ed anche pezzi della sua vita, facendo salire sul palco il barbiere di Calitri e suonando con la Banda che allietò il matrimonio dei suoi genitori.

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