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Gran finale a Sessa con il Compleanno di Enzo Moscato

Sessa Aurunca - Gran finale, al giardino del Convitto nazione "Agostino Nifo", della rassegna "I luoghi della memoria" di Sessa Aurunca. A chiudere un cartellone di nove spettacoli, che ha visto esibirsi per tutto il mese di luglio artisti del...

Gran finale, al giardino del Convitto nazione "Agostino Nifo", della rassegna "I luoghi della memoria" di Sessa Aurunca. A chiudere un cartellone di nove spettacoli, che ha visto esibirsi per tutto il mese di luglio artisti del calibro di Licia Maglietta, Andrea Renzi, Tony Laudadio, Enrico Ianniello, Sabrina Marciano e di Federico Odling, martedì, 28 luglio, sarà di scena Enzo Moscato, con il suo "Compleanno", autore profondo e ironicamente amaro e attore di forte evidenza scenica: il lavoro, struggente, emozionante e lirico, è divenuto negli anni uno spettacolo di culto del teatro italiano contemporaneo. Lo spettacolo è un dichiarato omaggio alla memoria di Annibale Ruccello, giovane regista e attore tragicamente scomparso nel 1986. Il testo sviluppa il doppio tema incrociato dell'assenza e del delirio, intesi entrambi come produzioni fantasmatiche fatte di parole, suoni, visioni, gesti, e mirati a colmare il vuoto, l'inanità dell'esistenza. Una specie di esercizio quotidiano del dolore, del controllo e di elaborazione della pulsione di morte, senza assumerne, però, le condotte autodistruttive, ma sorridendone, talvolta godendone, come una festa, un ciclico ricorrere di affinità elettive, di sconvolti, teneri ricordi. Moscato si presenta in scena usando una lingua nuova, dove si fondono il napoletano e l'italiano; anche la struttura dello spettacolo è aperta e circolare: ritornano frasi e azioni, storie e immagini lontanissime, si riscoprono parole dimenticate, capaci di evocare un indistinto tempo del ricordo. "A partire dal 1980, - dice Moscato - ho scritto un lavoro all'anno e l'ho interpretato. Ho cercato ogni volta di mettere in evidenza il mio rapporto con la città, con la sua lingua e con quella cultura che ha creato un certo tipo di teatralità. I miei lavori sono contaminati, passano da una lingua all'altra. In modo assai disinvolto, io cito un po' di francese, di spagnolo, di inglese, di tedesco e di americano. Credo che la cultura napoletana, (e dunque il teatro napoletano), sia fortemente contaminata - alcuni dicono imbastardita, io no. Penso che sia realmente un mutamento di modi di vivere, di comprendere, di formulare dei discorsi. Ciò richiede evidentemente un'analisi del mio rapporto con la forte tradizione teatrale napoletana e con i suoi più significativi rappresentanti. Credo – conclude Moscato – che sia la tradizione teatrale italiana per eccellenza, e la più conosciuta all'estero". "I luoghi della memoria", rassegna di teatro, musica e spettacolo diretta da Tonino Calenzo del gruppo teatrale Aurunkatelier è stata patrocinata dall'Assessorato alla Cultura, al Turismo e allo Spettacolo del Comune di Sessa Aurunca e quest'anno si è avvalsa della collaborazione artistica di Teatri Uniti e di Onorevole Teatro Casertano, un connubio che ha generato una svolta innovativa di una manifestazione giunta alla XXVII edizione.

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