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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cultura Sessa Aurunca

I luoghi della memoria: il Suonambolo di Tonino Calenzo

Sessa Aurunca - A Sessa Aurunca, giovedì 16, alle 21, è la volta del «Suonambolo» di Tonino Calenzo, direttore artistico de «I luoghi della memoria», di scena nel giardino del Convitto nazionale «Agostino Nifo». Sono ventisette anni che Calenzo...

A Sessa Aurunca, giovedì 16, alle 21, è la volta del «Suonambolo» di Tonino Calenzo, direttore artistico de «I luoghi della memoria», di scena nel giardino del Convitto nazionale «Agostino Nifo». Sono ventisette anni che Calenzo firma la direzione artistica della rassegna, con una produzione della sua compagnia teatrale, «Aurunkatelier». «Lo spettacolo – dice –, attraverso quadri e dialoghi fra il comico e il surreale, mette in risalto l'impossibilità e l'incapacità degli esseri umani di comunicare in una società postmoderna e tecnologicamente avanzata». Il «Suonambulo», strano scienziato, crede di aver inventato una nuova teoria per guarire i malati di mente, basata su suoni e rumori particolari. «Tutto questo passa in secondo piano quando – prosegue Calenzo – i personaggi portano nella commedia la loro follia, storie crude e amare e a volte vissute con piena inconsapevolezza». È proprio questa inconsapevolezza che trasforma, attraverso una serie di colpi di scena, un finale molto drammatico in un evento comico: «comicità, però – conclude –, che lascia riflettere e meditare sulla condizione esistenziale di ciascuno di noi. Con Calenzo, sul palco saliranno Vincenzo Alfieri, Amalia Bruni, Fausta Fusciello, Gianluca Boccino, Gianni Maliziano, Fabio Matano e Ortenzia Fiordaliso. Scene e costumi sono di Giuseppe Dell'Ova, mentre le luci sono disegnate da Giovanni Dell'Ova. Dal surrealismo comico del «Suonambolo» si passerà, sabato 18, all'iperrealismo malinconico di «Napul'è», viaggio tra le più incantevoli canzoni napoletane condotto dalla cantante e attrice Sabrina Marciano e da Massimo Aureli e Pino Russo alle chitarre e da Maurizio Rossi alle percussioni. «La scelta di queste melodie – spiega la Marciano –, delle canzoni che canticchiavano le madri e le nonne, che ne raccontavano anche le storie e i perchè, le origini lontane, è un atto commemorativo e procreativo al tempo stesso: il passato degli altri è la trama su cui ricamiamo il nostro presente». Il repertorio di «Napul'è» spazia dalla canzone più antica, che risale al 1200, ai successi della prima metà del Novecento, toccando melodie tra le più note ai cultori, come ai semplici appassionati, alternando alle note delle intramontabili canzoni, aneddoti, poesie e letture di autori illustri. «Era de maggio», «Voce e notte», «Reginella», «Tammurriata nera», sono solo alcuni dei titoli di questo elegante, piacevole e raffinato concerto a tre voci.

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