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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cultura Capodrise

Don Luigi Merola alla chiesa dell'Immacolata

Capodrise - "La lotta del bene contro il male " : questo il titolo del dibattito tenutosi ieri alle 19 da Don Luigi Merola , il parroco da sempre impegnato nella lotta alla malavita organizzata al quale ha partecipato il sindaco Giuseppe...

"La lotta del bene contro il male " : questo il titolo del dibattito tenutosi ieri alle 19 da Don Luigi Merola , il parroco da sempre impegnato nella lotta alla malavita organizzata al quale ha partecipato il sindaco Giuseppe Fattopace e l'assessore all'Ecologia Piero Ferraro. Sede della discussione la chiesa dell'Immacolata Concezione diretta da Don Antonio Piccirillo. Sono intervenuti alla discussione anche il Presidente dell'associazione "Capitrisi" prof.Francesco Raio e il parroco Don Antonio. "Don Luigi Merola rappresenta un punto di riferimento per chi vuole combattere la criminalità"-ha dichiarato il primo cittadino -"nel nostro paese c'è un livello di criminalità molto alto e noi tutti purtroppo dobbiamo confrontarci con queste realtà. La lotta alla criminalità non deve venire solo dalle istituzioni e forze dell'ordine ma anche dalla società civile perché i cittadini insieme possono dare un grosso contributo alla lotta alla criminalità. "Non dobbiamo morire per far in modo che le cose cambino"-ha dichiarato Don Luigi Merola nel corso del dibattito, riferendosi alla morte di Annalisa Durante, la ragazza uccisa a Forcella in un conflitto a fuoco tra criminali -"ma dobbiamo cambiare le cose per vivere". Il prete antiracket ha chiaramente voluto sottolineare quanto sia importante l'impegno nel voler sconfiggere la criminalità, impegno che non deve scaturire da eventuali tragedie come quella avvenuta a Forcella. Il prete ha raccontato la sua storia e il suo primo giorno a Forcella narrata nel suo libro "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale ". Dopo il suo insediamento nella chiesa di Forcella Don Luigi ha fatto di tutto per togliere i ragazzi dalle strade ma evidentemente il suo operato non è stato gradito dai camorristi ai quali aveva sottratto "forza lavoro". Da qui sono seguite le varie minacce di morte che hanno costretto il prete a vivere sotto scorta fino al trasferimento a Roma per ovvi motivi di sicurezza. "Toccante" è stata poi la testimonianza del padre di Loris Di Roberto, il ragazzo ucciso a coltellate da un sedicenne per futili motivi di gelosia. "Le armi ci rendono tutti quanti dei perdenti"-ha dichiarato l'uomo-" noi vogliamo essere vincenti e si vince deponendo le armi e compiendo opere di bene". Numerosa la partecipazione dei cittadini alla manifestazine patrocinata dal comune di Capodrise.

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